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  1. #1
    Senior Member L'avatar di Splendidi Incisivi
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    Aug 2012
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    [STORIA] Franz Beckenbauer e la scuola tedesca anni '70

    Dopo l'indelebile storia di Ernst Happel, oggi parleremo di un'altra leggenda indimenticabile, quella del Kaiser Franz Beckenbauer.

    Beckenbauer nasce a Giesing, sobborgo di Monaco, l'11 settembre del 1945, esattamente nove giorni dopo la fine della seconda guerra mondiale, dove vive tra le macerie del conflitto mondiale ma nonostante tutto ha la possibilità di crescere serenamente, andare a scuola e soprattutto giocare a calcio.
    Franz è un ragazzino assai intelligente, lo dimostrano i voti in pagella, ma anche molto emotivo, il che lo porterà a prendere parte ad una rissa, dove tra l'altro mollò un ceffone ad un altro ragazzino, durante un Monaco 1906-Monaco 1860. Il Monaco 1906 era la squadra per la quale giocava il piccolo Kaiser, mentre l'altro Monaco era la principale squadra della città, che, proprio in quella partita, aveva mandato alcuni suoi osservatori, tuttavia la rissa getterà in cattiva luce il giovane Franz, al quale verranno precluse le porte della squadra.
    Questo, probabilmente, sarà il più grande rimpianto della storia del club, infatti Beckenbauer, con un folto gruppo di amici, decide di sostenere un provino con un altro club di Monaco, il Bayern, provino che riuscirà a superare lui soltanto.
    A questo punto bisogna sottolineare una cosa, il Bayern Monaco all'epoca non era affatto il grande club che conosciamo noi oggi, il Bayern era una mediocre squadretta di provincia che giocava nella Oberliga Sud.
    Il campionato tedesco, fino al 1933, fu suddiviso in ben sette campionati regionali e distrettuali, il vincitore di ogni campionato si sarebbe poi scontrato nel campionato nazionale che avrebbe decretato il vero campione di Germania nel cosiddetto sistema della Verbandsliga; dal 1933, sotto la Germania nazista, si passò al formato della Gauliga, non molto diverso da quello precedente, infatti il territorio calcistico tedesco fu diviso addirittura in 16 Gauligen, dove i vincitori di ciascuna Gauligen avrebbero poi disputato la Gauliga nazionale in un girone unico; tutto questo dura fino al 1947 quando la Germania verrà divisa in Est ed Ovest, nella Germania Est si disputerà un girone unico, invece in quella Ovest sopravviverà un sistema di campionati regionali, riducendone però drasticamente il numero, organizzati in 5 Oberliga: Oberliga Sud, West, Nord, Sudwest e Berlino, le cui vincitrici e generalmente anche le seconde classificate si sarebbero scontrate, poi, nel consueto campionato nazionale finale.
    Ecco, secondo questo sistema il Bayern giocava nell'Oberliga del Sud e, fino all'arrivo di Beckenbauer, fu poco più di un club di provincia, avendo vinto soltanto un campionato tedesco nella stagione 1931-32 e poi nel 1957 una DFB-Pokal, la Coppa di Germania.
    Siamo nel 1958 quando Beckenbauer entra nelle giovanili del Bayern Monaco che appena quattro anni dopo cambierà presidente, eleggendo Wilhelm Neudecker:




    Neudecker fu un presidente assai ambizioso e combattivo, per questa ragione monterà subito un gran polverone dopo l'esclusione del Bayern Monaco dalla Bundesliga 1963-64.
    Nel 1963 infatti fu istituita la Bundesliga, il campionato tedesco come noi lo conosciamo, mentre l'Oberliga passò ad essere soltanto il secondo livello del campionato di calcio tedesco, con la consueta divisione regionale ma col nuovo nome di Regionalliga, al che sarebbero stati scelti come membri della nuova Bundesliga i club più prestigiosi dalle rispettive Oberliga, così in quella del Sud fu scelto il Monaco 1860, anziché il Bayern, Neudecker provò a battersi in ogni modo, ciò nonostante non poté nulla e dovette accettare la "retrocessione" nella nuova Regionalliga Sud.
    Naudecker, però, non si da per vinto e nel giro di un paio di anni riporta il Bayern nella massima serie, infatti ingaggia subito Zlato Cajkovski, il quale aveva già vinto un campionato tedesco col Colonia, due anni prima.
    Al suo esordio in Bundesliga il Bayern possiede già la spina dorsale che l'avrebbe portata a vincere tutto nell'immediato futuro, tra i pali infatti c'è Sepp Maier, a centrocampo Franz Beckenbauer e in attacco Gerd Muller.
    La squadra si piazza al terzo posto, a pari punti col Borussia Dortmund e a sole tre lunghezze dalla prima classificata, gli odiati rivali del Monaco 1860, tuttavia i bavaresi riusciranno a portare a casa la loro seconda DFB-Pokal battendo in finale per 4-2 il Duisburg, proprio con un goal di Beckenbauer. Poco più di un mese dopo, intanto, sarebbe iniziato il Campionato mondiale di calcio del '66 in Inghilterra.

    Alla guida della nazionale tedesca c'è Helmut Schön che guida il team già da un paio di anni, fu proprio sotto di lui che avvenne la consacrazione del Kaiser, se infatti Cajkovski ebbe il merito di prelevarlo dalla squadra riserve del Bayern per piazzarlo titolare in prima squadra, Schön ebbe il merito di affidargli anche le chiavi del centrocampo della nazionale. Così, Beckenbauer, all'età di 20 anni si trovò ad essere tra i protagonisti della cavalcata tedesca che portò la nazionale in finale di Coppa del mondo, a 12 anni di distanza dal successo del '54.
    Beckenbauer segnò subito una doppietta nel 5-0 d'esordio alla Svizzera, la Germania avrebbe poi pareggiato 0-0 con l'Argentina e vinto 2-1 con la Spagna prima di approdare ai quarti dove schiantò con un perentorio 4-0 l'Uruguay, anche stavolta con un goal di Beckenbauer.
    Franz, però, sarebbe andato a segno anche nel turno successivo, in semifinale, nel 2-1 all'URSS, che vide uno scontro leggendario tra il giovane Kaiser e il mitico portiere russo Lev Jašin, il quale prese parte al mondiale alla veneranda età di 37 anni.
    Il risultato è sull'1-0 per la Germania, goal di Haller, il minuto è il 67' quando viene battuto un calcio d'angolo da parte della Germania, Haller tenta uno stop al volo ma lo stop è sporco e la palla si allunga fuori all'area di rigore, sul pallone vacante si avventa Beckenbauer che con una finta si libera di un difensore e dal limite dell'area, con un sinistro chirurgico dai venti metri, fa partire una sassata che gela il ragno nero.
    La Germania è sul 2-0, all'88' arriva il goal di Porkujan ad accorciare le distanze ma anche il triplice fischio e la nazionale tedesca vola in finale, a Londra, a Wembley, dove troverà proprio i padroni di casa dell'Inghilterra.
    Bobby Charlton è l'uomo più rappresentativo della formazione inglese, come Beckenbauer lo è della Germania, ecco perché Schön, alla vigilia, decide di piazzare ad uomo Franz su Bobby e, viceversa, fa lo stesso il tecnico dell'Inghilterra Alf Ramsey, uno dei reduci del 3-6 con l'Ungheria di 13 anni prima.
    I giocatori si annulleranno a vicenda e così sarà la maggiore qualità degli inglesi a prevalere con la saracinesca Gordon Banks, la solidità di Bobby Moore e le capacità balistiche dei due bomber di West Ham e Liverpool, cioè Geoff Hurst e Roger Hunt, col primo autore di una tripletta, unica ad essere segnata in una finale di Coppa del mondo.
    La partita termina 4-2 e finisce così il mondiale di Beckenbauer che però, all'età di vent'anni, si consacrò già come uno dei migliori calciatori del mondo lasciando giustamente presagire un futuro radioso per lui.

    Nella stagione successiva, la 1966-67, continueranno i successi per il Bayern Monaco e il giovane Beckenbauer, infatti i bavaresi centrano la loro terza Coppa di Germania e addirittura la Coppa delle Coppe, alla quale poterono partecipare grazie alla vittoria in DFB-Pokal dell'anno precedente.




    L'anno seguente, tuttavia, sarà avaro di risultati, Cajkovski verrà esonerato e al suo posto sarà ingaggiato Branko Zebec, altro ex centrocampista jugoslavo e vincitore da allenatore di una Coppa delle Fiere con la Dinamo Zagabria. Sotto la gestione biennale di Zebec il Bayern vincerà la sua prima Bundesliga e contemporaneamente la quarta Coppa di Germania, in un double nazionale durante la stagione 1968-69 ma l'aspetto fondamentale di questa stagione è un esperimento tattico di mister Zebec, Beckenbauer infatti viene provato come libero di difesa.
    Non centrare l'anno successivo nessun obiettivo porterà la società ad esonerare anche Zebec, fino all'arrivo di Udo Lattek durante la stagione 1970-71, a campionato in corso.
    Lattek era stato fino ad allora il vice di Schön sulla panchina della nazionale, al suo approdo in Baviera porta a casa subito una Coppa di Germania ma i veri successi arriveranno a partire dall'anno seguente.
    Per tre anni consecutivi, infatti, il Bayern Monaco centrerà la Bundesliga e a partire dalla stagione 1973-74, ancora per tre anni consecutivi, centrerà la Coppa dei Campioni.
    Sotto Udo Lattek si era ormai consolidato il blocco tedesco con un Bayern schierato in maniera assai simile al catenaccio italiano, in una sorta di zona mista ante litteram, tuttavia a caratterizzare il movimento tedesco di questi anni fu un calcio molto atletico, fatto di pressing e di una spinta atletica liberamente ispirata all'atletismo che già da un lustro a quella parte aveva introdotto l'Olanda a livello internazionale.
    Tra i pali staziona infatti il fortissimo Sepp Maier; terzino destro Johnny Hansen, libero di difesa Beckenbauer mentre Schwarzenbeck funge da stopper, terzino sinistro fluidificante il fortissimo Paul Breitner; trio di centrocampo molto fisico ma dalla più che discreta qualità con Franz Roth, Rainer Zobel e Jupp Kapellmann; in attacco il centravanti è Gerd Muller, al suo fianco, da seconda punta/regista avanzato, c'è Uli Hoeness, libero di svariare su tutto il fronte offensivo, mentre ala destra gioca lo svedese Conny Torstensson.

    Beckenbauer, in questo modo, diventa un libero, probabilmente il più forte libero di sempre, infatti per l'epoca era consuetudine schierare in mezzo alla difesa calciatori rocciosi e arcigni, il difensore dal piede educato e dalle discrete capacità tecniche nascerà soltanto ad anni 90' inoltrarti, Beckenbauer diventa adesso l'antesignano del difensore moderno, Beckenbauer, infatti, era un giocatore totale, capace di strappare il pallone agli avversari ed interromperne l'azione ma anche di farla ripartire per la propria squadra, impostando con la sua eccelsa tecnica e la sua intelligenza tattica, tale da consentirgli di sapere sempre cosa bisognasse fare in mezzo al campo, di stare sempre nel posto giusto e di mantenere la posizione senza mai sfalsare le linee difensive.
    Beckenbauer fu un regista a 360°, non soltanto un regista che gioca il pallone ma che orchestra i movimenti della squadra tutta con una propensione al comando eccezionale, di qui il soprannome di "Imperatore", di "Kaiser".
    Beckenbauer naturalmente non fu la sola ragione dei successi del Bayern e parallelamente della Germania, c'è da dire che in quell'epoca nacque una generazione di calciatori eccezionale, a partire da Gerd Muller e Seep Maier che proprio con beckenbauer andarono a comporre la spina dorsale della nazionale tedesca, prima ancora che del club bavarese.
    Accanto a questo trio altri campioni come Paul Breitner, uno dei migliori laterali sinistri della storia, Uli Hoeness, funambolico attaccante tedesco, capace di svariare su tutto il fronte, agire da regista avanzato, servire i compagni e andare in goal, accanto a loro altri giocatori, forse meno fascinosi ma non per questo meno efficaci, come Hans-Georg Schwarzenbeck, la spalla perfetta di Beckenbauer, marcatore vecchio stampo, rude e aggressivo, che completava alla perfezione l'eleganza e la tecnica del Kaiser, giocatori come Franz Roth, detto "Der Bulle", "Il toro", centrocampista dai quattro polmoni, dalla discreta tecnica e soprattutto dal temperamento eccezionale con una personalità strabordante, anche ricordato come l'uomo delle finali, poiché mise la firma nel tabellino in due finali su tre di Coppa dei Campioni e questo gruppo rappresenterà anche lo zoccolo duro della nazionale tedesca campione del mondo del '74.




    La seconda parte nell'articolo di domani...

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    Di nulla ragazzi.

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    Moderatore L'avatar di mefisto94
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    Citazione Originariamente Scritto da Splendidi Incisivi Visualizza Messaggio
    Di nulla ragazzi.
    Se posso farti un appunto forse dovresti cercare di curare di più la sintassi. Le informazioni sono sempre buone però te ne sono riusciti meglio altri.

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