Milan: monte stipendi ok per il FPF.

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Come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport in edicola oggi, 29 giugno 2018, il Milan ha un monte stipendi inferiore al 60% dei ricavi. In linea, dunque, con le regole dei Fair Play Finanziario. Per negoziare con Hailovic (e magari anche con i prossimi acquisti) i dirigenti rossoneri hanno le mani un pò più libere.
 
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rispetto a quest'anno l'anno prossimo probabilmente ci saranno meno ricavi quindi conviene ridimensionare un po'.
 

kipstar

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Stanco di essere un tifoso commercialista...
Stanco di leggere e parlare di finanza...
Questo non è più uno sport....
 
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Wildbone

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Come sottolineato dalla Gazzetta dello Sport in edicola oggi, 29 giugno 2018, il Milan ha un monte stipendi inferiore al 60% dei ricavi. In linea, dunque, con le regole dei Fair Play Finanziario. Per negoziare con Hailovic (e magari anche con i prossimi acquisti) i dirigenti rossoneri hanno le mani un pò più libere.

Finanziariamente sarà anche a posto. Ma sportivamente parlando, abbiamo il secondo monte ingaggi della Serie A per una squadra da sesto posto e SENZA stelle o giocatore di alto livello. Per farvi capire, la Juve, che è prima a 30 milioni più di noi, ha (aveva) gente come Sandro, Higuain, Dybala, Costa, Pjanic ecc. ecc. Giocatori che l'hanno portata in finale di CL e a macinare punti in Serie A.
Si facessero qualche domanda in dirigenza.
 

Djerry

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Ovviamente anche a me piacerebbe parlare solo di calcio, però è troppo comodo così :)

Perché, e premetto che è un post pruriginoso, quando siamo stati noi ad infrangere nuove barriere sul mercato coi trasferimenti prima (anni '80, nessuno aveva mai pagato tanto per i cartellini come noi Donadoni e Gullit) e con gli ingaggi poi (anni '90, nessuno aveva mai pagato tanto per gli stipendi di giocatori internazionali vampirizzando il mercato e di fatto sedendoci ad aspettare di prendere il pallone d'oro di turno o il migliore della finale di Coppa Campioni), andava ovviamente bene.

Per altro non sempre flirtando con la legalità, come i pagamenti in nero di quella prima metà di anni '90 e soprattutto la bolla delle plusvalenze fittizie che ci hanno visto virtualmente fallire insieme ad altre 5 delle sette sorelle, prima che un surreale accordo tra banche, Carraro ed il Presidente del Consiglio, che incidentalmente era pure Presidente di una di quelle squadre a noi vicine, varasse il clamoroso "salvacalcio" sacrificando solo un paio di quelle.

Ragionare in termini di finanza e soprattutto nella parte sportiva tra plusvalenze ed ammortamenti, ci permette di distinguere il merito dalle bolle o dagli arrivismi personali, e soprattutto di prevedere il nostro destino.

E per esempio ci farebbe capire perché siamo arrivati in questo stato comatoso per colpa di Galliani o finezze tipo il fatto che permetterci due anni di Ibra senza che i nostri conti fossero capaci di ammortizzarlo ci è probabilmente costato Thiago Silva o per lo meno con un paio di anni in anticipo.
 
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