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  1. #1
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    Milan ai cinesi: affare di Stato. Berlusconi tratta con Xi Jinping

    Clamorosa rivelazione della Gazzetta dello Sport che conferma quanto riportato in esclusiva da Milan World, che ancora una volta non ha ricevuto alcuna menzione. Il quotidiano riporta le immagini già pubblicate in questo forum, grazie alle quali avevamo scoperto (per merito di @-Lionard-) che la rappresentante del governo di Pechino non era nient'altro che una persona facente parte di APECF, ossia Wang Xingxian. Ma riepiloghiamo la notizia dall'inizio.
    Quando la prima volta, nel 2009, il presidente Xi Jinping chiese a Silvio se il Milan fosse in vendita, Berlusconi rispose con un sorriso e la promessa che se quel giorno fosse arrivato, lui sarebbe stata la prima persona che avrebbe avvisato. E quel giorno è arrivato. Da Arcore, quindi, hanno subito attivato un ponte comunicativo con Pechino.

    Xi Jinping, uno degli uomini più potenti del mondo, leader del partito comunista cinese, sta dialogando e ragionando direttamente con Silvio Berlusconi per costruire la nuova era rossonera.Se per qualcuno non è ancora chiaro, l'acquisto del Milan in Cina è diventato un affare di Stato. Ad altissimi livelli. Quando Berlusconi parlava di "due offerte cinesi che a breve si riveleranno", faceva riferimento proprio a queste: da una parte Bee, thailandese con alle spalle fondi cinesi, e dall'altra parte c'è il governo cinese. Con il quale si sta ragionando su uno scenario che supera i confini del Milan e arriva fino a Mediaset e della possibilità di garantire a Fininvest una fetta importante del mercato televisivo orientale. Non si tratta quindi di un appoggio esterno, ma di una trattativa in cui il governo cinese è direttamente coinvolto e protagonista. La svolta è arrivata quando è giunta a Milano la famigerata dama cinese. Questo forum, il primo in Italia, da ormai sei giorni ne aveva riportato l'identità (La cessione del Milan in Cina. Il riepilogo firmato Milan World.). Si tratta di Wang Xingxian, direttore «The power of dream, come with love» dell’organismo Apecf, una sorta di consorzio d’imprese creato dal governo cinese per incrementare gli investimenti in Europa. Dunque la ricostruzione e le notizie riportate da mesi in questo forum sono ancora vive, forti e in prima linea.
    Miss Wang si è vista per la prima volta il 30 aprile, quando la sua cordata ha concluso la due diligence. Nei due giorni successivi è stata ricevuta ad Arcore, dove il 2 e 3 maggio ha incontrato Silvio. L'offerta recapitata è quella già detta: 580M per il 51% del Milan.
    Mrs Wang è stata un’ambasciatrice di un governo che indirizza le scelte di tutte le grandi aziende cinesi attraverso la partecipazione con fondi pubblici al bilancio o con la politica.
    Silvio Berlusconi ha condotto personalmente da Villa San Martino la trattativa con il presidente Xi Jinping e con il primo ministro del Consiglio di Stato, Li Keqiang. Silvio ha parlato in conference call con Pechino, a conferma che l’interesse dell’apparato cinese è fortissimo: vuoi perché Xi è grande appassionato di calcio e simpatizzante del Milan, vuoi perché il calcio è stato individuato come la prossima frontiera da conquistare per affermare la leadership mondiale.

    Ma nel web vi era stata già una importante conferma il 7 maggio: una testata, infatti, ha pubblicato la foto di un membro del partito con alle spalle lo stemma del Milan e la scritta: «Il presidente Xi dà il via all’attacco: la forte Cina potrebbe comprare il Milan per 1
    miliardo e 190 milioni». Non solo. Poche ore dopo, ecco un’altra foto. Stavolta in primo piano c’era Wang Jianlin, il boss di Wanda Group e amico personale del presidente Xi, con alle spalle ancora il marchio rossonero: «Jianlin irrompe nei campionati europei e attacca ancora, stavolta la Serie A». Le foto sono però durate poco perché la censura governativa ha fatto il suo lavoro, eliminandole dal web. Ma il dado è tratto: il Milan sarà la nuova squadra del governo cinese.


    Il piano di Pechino è molto ambizioso: partire dalla base per arrivare all'eccellenza. Il progetto di sviluppo del calcio cinese prevede un piano di investimenti decennale pari a 12,5 miliardi di euro. L'obiettivo è costruire 20 mila campi, formare 6 mila insegnanti di calcio, perché nel 2017 il calcio diventerà materia obbligatoria in tutte le scuole. E' in questo contesto che il Milan è stato individuato dai vertici del governo cinese come uno dei modelli di riferimento (l'acquisto del Milan rientrerebbe in quei 12,5 miliardi già stanziati). Il calcio per molti anni, infatti, è stata fonte d'imbarazzo in tutta la Cina che quindi ha deciso di svoltare anche in questo campo. L'obiettivo è quello di trasformare la Cina in una potenza mondiale anche in questo sport, che diventerebbe un veicolo per affermare la supremazia cinese nell'economia mondiale.

    Il presidente Xi si è innamorato del Milan di Berlusconi che vinceva tutto. E non è solo un tifoso, ma un autentico fissato per il calcio. E il suo sogno era quello di diventare calciatore. Negli anni, tuttavia, è dovuto passare attraverso dolorosissime delusioni: il 15 giugno 2013, nel giorno del suo 60°
    compleanno, dopo aver già perso in amichevole contro Uzbekistan e Olanda, la Cina fu travolta a Hefei 5-1 da una selezione giovanile thailandese. Xi tuonò: «Inaccettabile: è uno dei giorni più brutti della storia del calcio cinese», obbligando alle dimissioni il c.t. José Antonio Camacho.
    Xi, inoltre, è amico personale di Silvio Berlusconi con il quale ha già avuto numerosi incontri in passato. E a Pechino lo stesso Silvio è considerato un amico.



    Ultima modifica di Il Re dell'Est; 12-05-2015 alle 11:22
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  3. #2
    Iblahimovic
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    non vedo l'ora di leggere tutto domani mattina

  4. #3
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    La Gazzetta continua a NON dare alcuna credibilità a Mr Bee.

    Io credo, come ho già detto, che i cinesi abbiamo scelta la stessa Gazzetta come medium di riferimento alla quale passare notizie.
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  5. #4
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    La Gazzetta dello Sport in edicola oggi, 12 Maggio 2015, apre con nuove importanti rivelazione sulla trattativa tra Berlusconi ed i cinesi per la cessione del Milan. Il numero 1 rossonero starebbe trattando la vendita del club direttamente con il Presidente della Cina, Xi Jinping.

    Ecco, di seguito, il titolo ed a seguire la prima pagina:


    L'ex Premier italiano ha un filo diretto con il leader di Pechino e segretario del partito comunista che ha la passione per il calcio. E la promessa del 2009...


    Maronn

  6. #5
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  7. #6
    Senior Member L'avatar di Casnop
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    La Gazzetta continua a NON dare alcuna credibilità a Mr Bee.

    Io credo, come ho già detto, che i cinesi abbiamo scelta la stessa Gazzetta come medium di riferimento alla quale passare notizie.
    Si tratta in verità della conferma di notizie già note a chi, come questo forum, non ha mai dimenticato quell'illuminante articolo di Next Magazine di Hong Kong, che evidentemente riceveva le informazioni da Richard Lee. E lo stesso Lee, che frequenta i salotti buoni della finanza italiana da decenni, che si fregia del titolo di Commendatore in Italia, e che parla benissimo l'italiano, ora ha scelto la Gazzetta, ed i buoni Pagliara e Pasotto, come medium di elezione, come detto ieri. Avviso ai naviganti del forum: lasciate perdere Alciato ed il suo lavapiatti thailandese, l'acidissima Monica Colombo (capace solo di riciclare qualche settimana fa un lancio della Xinhua con le dichiarazioni di Fu sui Fantastici Quattro), i Fedele, i Bellinazzo, gli Ordine, i Suma. Pendono tutti dalle soffiate di Galliani, che però stavolta non parla. Non sanno nulla, e chiacchierano a caso, con punte di risentimento verso la silente casa madre. Come l'Alfio Caruso del Giornale del fratello Paolo di trent'anni fa per l'arrivo di Silvio Berlusconi, concentratevi nelle prossime settimane su una sola fonte che gira le informazioni vere: la Gazzetta. Non ne rimarrete delusi.

  8. #7
    Clamorosa rivelazione della Gazzetta dello Sport che conferma quanto riportato in esclusiva da Milan World, che ancora una volta non ha ricevuto alcuna menzione. Il quotidiano riporta le immagini già pubblicate in questo forum, grazie alle quali avevamo scoperto (per merito di @-Lionard-) che la rappresentante del governo di Pechino non era nient'altro che una persona facente parte di APECF, ossia Wang Xingxian. Ma riepiloghiamo la notizia dall'inizio.
    Quando la prima volta, nel 2009, il presidente Xi Jinping chiese a Silvio se il Milan fosse in vendita, Berlusconi rispose con un sorriso e la promessa che se quel giorno fosse arrivato, lui sarebbe stata la prima persona che avrebbe avvisato. E quel giorno è arrivato. Da Arcore, quindi, hanno subito attivato un ponte comunicativo con Pechino.

    Xi Jinping, uno degli uomini più potenti del mondo, leader del partito comunista cinese, sta dialogando e ragionando direttamente con Silvio Berlusconi per costruire la nuova era rossonera. Se per qualcuno non è ancora chiaro, l'acquisto del Milan in Cina è diventato un affare di Stato. Ad altissimi livelli. Quando Berlusconi parlava di "due offerte cinesi che a breve si riveleranno", faceva riferimento proprio a queste: da una parte Bee, thailandese con alle spalle fondi cinesi, e dall'altra parte c'è il governo cinese. Con il quale si sta ragionando su uno scenario che supera i confini del Milan e arriva fino a Mediaset e della possibilità di garantire a Fininvest una fetta importante del mercato televisivo orientale. Non si tratta quindi di un appoggio esterno, ma di una trattativa in cui il governo cinese è direttamente coinvolto e protagonista. La svolta è arrivata quando è giunta a Milano la famigerata dama cinese. Questo forum, il primo in Italia, da ormai sei giorni ne aveva riportato l'identità (La cessione del Milan in Cina. Il riepilogo firmato Milan World.). Si tratta di Wang Xingxian, direttore «The power of dream, come with love» dell’organismo Apecf, una sorta di consorzio d’imprese creato dal governo cinese per incrementare gli investimenti in Europa. Dunque la ricostruzione e le notizie riportate da mesi in questo forum sono ancora vive, forti e in prima linea.
    Miss Wang si è vista per la prima volta il 30 aprile, quando la sua cordata ha concluso la due diligence. Nei due giorni successivi è stata ricevuta ad Arcore, dove il 2 e 3 maggio ha incontrato Silvio. L'offerta recapitata è quella già detta: 580M per il 51% del Milan.
    Mrs Wang è stata un’ambasciatrice di un governo che indirizza le scelte di tutte le grandi aziende cinesi attraverso la partecipazione con fondi pubblici al bilancio o con la politica.
    Silvio Berlusconi ha condotto personalmente da Villa San Martino la trattativa con il presidente Xi Jinping e con il primo ministro del Consiglio di Stato, Li Keqiang. Silvio ha parlato in conference call con Pechino, a conferma che l’interesse dell’apparato cinese è fortissimo: vuoi perché Xi è grande appassionato di calcio e simpatizzante del Milan, vuoi perché il calcio è stato individuato come la prossima frontiera da conquistare per affermare la leadership mondiale.

    Ma nel web vi era stata già una importante conferma il 7 maggio: una testata, infatti, ha pubblicato la foto di un membro del partito con alle spalle lo stemma del Milan e la scritta: «Il presidente Xi dà il via all’attacco: la forte Cina potrebbe comprare il Milan per 1
    miliardo e 190 milioni». Non solo. Poche ore dopo, ecco un’altra foto. Stavolta in primo piano c’era Wang Jianlin, il boss di Wanda Group e amico personale del presidente Xi, con alle spalle ancora il marchio rossonero: «Jianlin irrompe nei campionati europei e attacca ancora, stavolta la Serie A». Le foto sono però durate poco perché la censura governativa ha fatto il suo lavoro, eliminandole dal web. Ma il dado è tratto: il Milan sarà la nuova squadra del governo cinese.


    Ecco le foto censurate:





    Il piano di Pechino è molto ambizioso: partire dalla base per arrivare all'eccellenza. Il progetto di sviluppo del calcio cinese prevede un piano di investimenti decennale pari a 12,5 miliardi di euro. L'obiettivo è costruire 20 mila campi, formare 6 mila insegnanti di calcio, perché nel 2017 il calcio diventerà materia obbligatoria in tutte le scuole. E' in questo contesto che il Milan è stato individuato dai vertici del governo cinese come uno dei modelli di riferimento (l'acquisto del Milan rientrerebbe in quei 12,5 miliardi già stanziati). Il calcio per molti anni, infatti, è stata fonte d'imbarazzo in tutta la Cina che quindi ha deciso di svoltare anche in questo campo. L'obiettivo è quello di trasformare la Cina in una potenza mondiale anche in questo sport, che diventerebbe un veicolo per affermare la supremazia cinese nell'economia mondiale.

    Il presidente Xi si è innamorato del Milan di Berlusconi che vinceva tutto. E non è solo un tifoso, ma un autentico fissato per il calcio. E il suo sogno era quello di diventare calciatore. Negli anni, tuttavia, è dovuto passare attraverso dolorosissime delusioni: il 15 giugno 2013, nel giorno del suo 60°
    compleanno, dopo aver già perso in amichevole contro Uzbekistan e Olanda, la Cina fu travolta a Hefei 5-1 da una selezione giovanile thailandese. Xi tuonò: «Inaccettabile: è uno dei giorni più brutti della storia del calcio cinese», obbligando alle dimissioni il c.t. José Antonio Camacho.
    Xi, inoltre, è amico personale di Silvio Berlusconi con il quale ha già avuto numerosi incontri in passato. E a Pechino lo stesso Silvio è considerato un amico.
    Ultima modifica di Il Re dell'Est; 12-05-2015 alle 08:45
    Con il Milan nel sangue, nella mente e nel cuore.

  9. #8
    Member L'avatar di pazzomania
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    Forse dico una stupidaggine: Ma non è vietato nel calcio ricevere aiuti "statali" et simila?

    Se davvero avessimo la Cina alle spalle, non vorrei che gli avversari intimoriti si mettana a far casino...

  10. #9
    Senior Member L'avatar di Z A Z A'
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    Clamorosa rivelazione della Gazzetta dello Sport che conferma quanto riportato in esclusiva da Milan World, che ancora una volta non ha ricevuto alcuna menzione. Il quotidiano riporta le immagini già pubblicate in questo forum, grazie alle quali avevamo scoperto (per merito di @-Lionard-) che la rappresentante del governo di Pechino non era nient'altro che una persona facente parte di APECF, ossia Wang Xingxian. Ma riepiloghiamo la notizia dall'inizio.
    Quando la prima volta, nel 2009, il presidente Xi Jinping chiese a Silvio se il Milan fosse in vendita, Berlusconi rispose con un sorriso e la promessa che se quel giorno fosse arrivato, lui sarebbe stata la prima persona che avrebbe avvisato. E quel giorno è arrivato. Da Arcore, quindi, hanno subito attivato un ponte comunicativo con Pechino.

    Xi Jinping, uno degli uomini più potenti del mondo, leader del partito comunista cinese, sta dialogando e ragionando direttamente con Silvio Berlusconi per costruire la nuova era rossonera. Se per qualcuno non è ancora chiaro, l'acquisto del Milan in Cina è diventato un affare di Stato. Ad altissimi livelli. Quando Berlusconi parlava di "due offerte cinesi che a breve si riveleranno", faceva riferimento proprio a queste: da una parte Bee, thailandese con alle spalle fondi cinesi, e dall'altra parte c'è il governo cinese. Con il quale si sta ragionando su uno scenario che supera i confini del Milan e arriva fino a Mediaset e della possibilità di garantire a Fininvest una fetta importante del mercato televisivo orientale. Non si tratta quindi di un appoggio esterno, ma di una trattativa in cui il governo cinese è direttamente coinvolto e protagonista. La svolta è arrivata quando è giunta a Milano la famigerata dama cinese. Questo forum, il primo in Italia, da ormai sei giorni ne aveva riportato l'identità (La cessione del Milan in Cina. Il riepilogo firmato Milan World.). Si tratta di Wang Xingxian, direttore «The power of dream, come with love» dell’organismo Apecf, una sorta di consorzio d’imprese creato dal governo cinese per incrementare gli investimenti in Europa. Dunque la ricostruzione e le notizie riportate da mesi in questo forum sono ancora vive, forti e in prima linea.
    Miss Wang si è vista per la prima volta il 30 aprile, quando la sua cordata ha concluso la due diligence. Nei due giorni successivi è stata ricevuta ad Arcore, dove il 2 e 3 maggio ha incontrato Silvio. L'offerta recapitata è quella già detta: 580M per il 51% del Milan.
    Mrs Wang è stata un’ambasciatrice di un governo che indirizza le scelte di tutte le grandi aziende cinesi attraverso la partecipazione con fondi pubblici al bilancio o con la politica.
    Silvio Berlusconi ha condotto personalmente da Villa San Martino la trattativa con il presidente Xi Jinping e con il primo ministro del Consiglio di Stato, Li Keqiang. Silvio ha parlato in conference call con Pechino, a conferma che l’interesse dell’apparato cinese è fortissimo: vuoi perché Xi è grande appassionato di calcio e simpatizzante del Milan, vuoi perché il calcio è stato individuato come la prossima frontiera da conquistare per affermare la leadership mondiale.

    Ma nel web vi era stata già una importante conferma il 7 maggio: una testata, infatti, ha pubblicato la foto di un membro del partito con alle spalle lo stemma del Milan e la scritta: «Il presidente Xi dà il via all’attacco: la forte Cina potrebbe comprare il Milan per 1
    miliardo e 190 milioni». Non solo. Poche ore dopo, ecco un’altra foto. Stavolta in primo piano c’era Wang Jianlin, il boss di Wanda Group e amico personale del presidente Xi, con alle spalle ancora il marchio rossonero: «Jianlin irrompe nei campionati europei e attacca ancora, stavolta la Serie A». Le foto sono però durate poco perché la censura governativa ha fatto il suo lavoro, eliminandole dal web. Ma il dado è tratto: il Milan sarà la nuova squadra del governo cinese.


    Ecco le foto censurate:



    Mamma mia. Forza comunisti
    I am the one who KNOCKS!

  11. #10
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    Quando la prima volta, nel 2009, il presidente Xi Jinping chiese a Silvio se il Milan fosse in vendita, Berlusconi rispose con un sorriso e la promessa che se quel giorno fosse arrivato, lui sarebbe stata la prima persona che avrebbe avvisato. E quel giorno è arrivato. Da Arcore, quindi, hanno subito attivato un ponte comunicativo con Pechino.

    Xi Jinping, uno degli uomini più potenti del mondo, leader del partito comunista cinese, sta dialogando e ragionando direttamente con Silvio Berlusconi per costruire la nuova era rossonera. Se per qualcuno non è ancora chiaro, l'acquisto del Milan in Cina è diventato un affare di Stato. Ad altissimi livelli. Quando Berlusconi parlava di "due offerte cinesi che a breve si riveleranno", faceva riferimento proprio a queste: da una parte Bee, thailandese con alle spalle fondi cinesi, e dall'altra parte c'è il governo cinese. Con il quale si sta ragionando su uno scenario che supera i confini del Milan e arriva fino a Mediaset e della possibilità di garantire a Fininvest una fetta importante del mercato televisivo orientale. Non si tratta quindi di un appoggio esterno, ma di una trattativa in cui il governo cinese è direttamente coinvolto e protagonista. La svolta è arrivata quando è giunta a Milano la famigerata dama cinese. Questo forum, il primo in Italia, da ormai sei giorni ne aveva riportato l'identità (La cessione del Milan in Cina. Il riepilogo firmato Milan World.). Si tratta di Wang Xingxian, direttore «The power of dream, come with love» dell’organismo Apecf, una sorta di consorzio d’imprese creato dal governo cinese per incrementare gli investimenti in Europa. Dunque la ricostruzione e le notizie riportate da mesi in questo forum sono ancora vive, forti e in prima linea.
    Miss Wang si è vista per la prima volta il 30 aprile, quando la sua cordata ha concluso la due diligence. Nei due giorni successivi è stata ricevuta ad Arcore, dove il 2 e 3 maggio ha incontrato Silvio. L'offerta recapitata è quella già detta: 580M per il 51% del Milan.
    Mrs Wang è stata un’ambasciatrice di un governo che indirizza le scelte di tutte le grandi aziende cinesi attraverso la partecipazione con fondi pubblici al bilancio o con la politica.
    Silvio Berlusconi ha condotto personalmente da Villa San Martino la trattativa con il presidente Xi Jinping e con il primo ministro del Consiglio di Stato, Li Keqiang. Silvio ha parlato in conference call con Pechino, a conferma che l’interesse dell’apparato cinese è fortissimo: vuoi perché Xi è grande appassionato di calcio e simpatizzante del Milan, vuoi perché il calcio è stato individuato come la prossima frontiera da conquistare per affermare la leadership mondiale.

    Ma nel web vi era stata già una importante conferma il 7 maggio: una testata, infatti, ha pubblicato la foto di un membro del partito con alle spalle lo stemma del Milan e la scritta: «Il presidente Xi dà il via all’attacco: la forte Cina potrebbe comprare il Milan per 1
    miliardo e 190 milioni». Non solo. Poche ore dopo, ecco un’altra foto. Stavolta in primo piano c’era Wang Jianlin, il boss di Wanda Group e amico personale del presidente Xi, con alle spalle ancora il marchio rossonero: «Jianlin irrompe nei campionati europei e attacca ancora, stavolta la Serie A». Le foto sono però durate poco perché la censura governativa ha fatto il suo lavoro, eliminandole dal web. Ma il dado è tratto: il Milan sarà la nuova squadra del governo cinese.


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    teoricamente bisognerebbe aspettare ancora 3-4 settimane e mettersi il cuore in pace, ma come si fa ?

     

    e Dudù è un pechinese e dudù è un pechineseeeeeee

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