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Risultati da 21 a 30 di 93
  1. #21
    Quindi vorrebbe parlare in cinese con i nuovi proprietari e vorrebbe concludere gli acquisti in maniera autonoma, senza che Fassone e Mirabelli gli mettano i bastoni tra le ruote. Purtroppo qualcuno ci aveva visto giusto sulle sue mire.
    Ma secondo voi in 4 incontri Fassone non gli ha mai spiegato quello che dovrebbe fare? Su, perfavore.

    Non arriverò al punto di dare ragione alla curva sul carattere di Maldini, ma per rispetto mi limito a dire che non ha voglia. Perché non puoi dire: voglio venire ma solo alle mie condizioni. L'offerta che gli è stata fatta va più che bene.
    Spero che Fassone non ci perda troppo tempo e lo ringrazi per il tempo dedicatogli, augurandogli una buona carriera da imprenditore negli USA.

    P.S. non dimentichiamo che 30 anni fa accadde qualcosa di simile con Rivera (che non fece parte della nuova società) e alla fine il Milan tornò ugualmente grande.
    Con il Milan nel sangue, nella mente e nel cuore.

  2. # ADS
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  3. #22
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    avanti con Filippo Galli

  4. #23
    Junior Member L'avatar di InsideTheFire
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    Citazione Originariamente Scritto da Admin Visualizza Messaggio
    Tutto quello che ho fatto per il Milan ha un peso importante. Però, proprio per rispetto della mia storia, se io accetto di entrare nel Milan lo faccio solo seguendo i miei ideali. Amo profondamente questo club e posso aiutarlo solo ascoltando il mio cuore e la mia testa. Per il bene del Milan devo restare me stesso. I problemi emersi? Io non posso assumermi certe responsabilità e metterci la faccia senza identificarmi nella proprietà. Vorrei conoscere i nuovi proprietari, condividere il progetto, parlare di strategie, ascoltare i loro obiettivi e le linee guida. Mi sembra il minimo. Chi altro ho incontrato, oltre a Fassone? David (Han Li, ndr), il vicepresidente del fondo, l’unico che parla inglese. Ma è stata una chiacchierata di dieci minuti.
    Per me questa è la parte fondamentale della sua posizione....interpretare queste parole cercando significati diversi è pura speculazione....almeno in questo momento

  5. #24
    Senior Member L'avatar di Milanforever26
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    In un paese di chiacchieroni e scalda poltrone uno con la chiarezza e il carisma di Maldini è chiaro che possa sembrare anomalo..

    cosa chiede in fondo di complicato? NULLA

    vuole solo sapere il suo ruolo e fin dove arriva la sua autonomia, Paolo sa bene come funziona nel calcio, vuole la CERTEZZA che i cinesi lo vogliano per lavorare e non per fare il PARAFULMINE coi tifosi o come manifesto

    Paolo ha una dignità e una carriera da difendere, ha ragione da vendere..

    Intervista da Uomo Vero...e ci si domanda ancora perché uno così col Milan del anno e di fester non ci poteva stare in dirigenza?

    Fenomeno, in campo e fuori

    Paolo torna, aiutaci e poi fra un po' di anni devi essere nominato Presidente

  6. #25
    Senior Member L'avatar di Super_Lollo
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    Aug 2012
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    Che vuoi dirgli ? Ha ragione su tutto .. su Sky Beppe Fetish sta dicendo cose che sono l opposto di questa intervista ma lui non lo sa ... magari qualcuno ci casca .
    Gattuso : " il giorno che arrivò Kaka a Milanello ci guardammo tutti in faccia chiedendoci chi fosse quello sfigato con gli occhialini ,due ore dopo iniziammo la partitella. Primo pallone toccato da Kaka mi salta come nulla fosse arriva davanti a Nesta si sposta la palla e spara un missile all incrocio dei pali. Che ci crediate o meno in quel momento capii che avremmo rivinto la Champions guidati da quello sfigato con gli occhialini "

  7. #26
    Citazione Originariamente Scritto da Admin Visualizza Messaggio
    Ecco l'intervista esclusiva a Paolo Maldini pubblicata dalla Gazzetta dello Sport in edicola oggi, 5 ottobre 2016.
    ..........
    Scelgo la Gazzetta per fare chiarezza. Perché di questo si tratta: non è un messaggio di rabbia o di rancore, ma di chiarezza. Innanzitutto sottolineo che rispetto molto Fassone, che ha un compito delicato. Ci siamo visti quattro volte in un mese, mi ha detto che sono la prima e unica scelta e mi ha spiegato perché: la mia vita e la mia storia sono alla base della loro decisione. Tutto quello che ho fatto per il Milan ha un peso importante. Però, proprio per rispetto della mia storia, se io accetto di entrare nel Milan lo faccio solo seguendo i miei ideali. Amo profondamente questo club e posso aiutarlo solo ascoltando il mio cuore e la mia testa. Per il bene del Milan devo restare me stesso. I problemi emersi? Io non posso assumermi certe responsabilità e metterci la faccia senza identificarmi nella proprietà. Vorrei conoscere i nuovi proprietari, condividere il progetto, parlare di strategie, ascoltare i loro obiettivi e le linee guida. Mi sembra il minimo. Chi altro ho incontrato, oltre a Fassone? David (Han Li, ndr), il vicepresidente del fondo, l’unico che parla inglese. Ma è stata una chiacchierata di dieci minuti. Mi ha detto che mi vuole fortemente al Milan, non siamo andati oltre. Se ho messo delle condizioni? Non so se chiamarle condizioni, ma sono stati loro a cercare me e allora è giusto che io abbia chiesto delle cose. Ci sono due ostacoli evidenti: la mancanza di una responsabilità diretta nell’area tecnica e la scarsa chiarezza sul ruolo. Io direttore tecnico? Sì, ma cosa vuol dire? Mi hanno prospettato una struttura con Fassone a.d., io direttore tecnico e Mirabelli direttore sportivo. Ma il punto è: cosa farò? Io e Mirabelli dovremmo gestire la parte sportiva, ma se c’è una differenza di vedute chi decide? Non posso avere un ruolo a metà con un’altra persona. Mi sembra inevitabile affrontare subito il problema. Non voglio giudicare chi non conosco, ma pretendo una condivisione del progetto sportivo che a oggi non c’è. Quindi ho chiesto di conoscere la proprietà, di sentirmi dire direttamente da loro cosa si aspettano da me, di vedere che condividono con me il loro progetto. Se abbiamo approfondito la questione? So solo che con me ci sarebbero Fassone e Mirabelli. Ma allo stato attuale i ruoli rischiano di sovrapporsi su tante cose. Troppe. A me è stato detto che l’obiettivo è riportare il Milan tra le prime cinque squadre del mondo. Ma questo significa lavorare 24 ore al giorno per tanto tempo. Io sono disposto a farlo, ma devo sapere bene come stanno le cose. Se c'è una dead line per la risposta? No, ma nei prossimi giorni si definirà tutto in un senso o nell’altro. Io non ho fretta e sinceramente non mi sembra nemmeno il caso di averne vista la vastità del progetto. Vorrei solo sapere da loro cosa intendono fare per il bene del Milan. Poi io ci metterei la faccia, la credibilità, l’attaccamento ai colori, il tempo, la condivisione di un progetto, il lavoro. Si dice che io voglia scavalcare Fassone? Non è vero. Fassone è assolutamente credibile, capisco che abbia carta bianca. Con me è stato molto gentile, mi ha detto cose davvero belle. Ma è normale che io voglia confrontarmi con la nuova società: sentire se la proprietà si identifica con i colori rossoneri e con me è fondamentale. Divergenze economiche? Falso. Non abbiamo mai parlato di soldi. Come faccio a quantificare se non mi dicono prima quale sarà il mio ruolo effettivo? Nei quattro incontri non abbiamo mai superato il primo scoglio. Se non hanno ancora recepito la mia richiesta? Sembra strano, ma è così. Ripeto: ho bisogno di condividere il progetto e di sentirmi dire da loro cosa vogliono da me. Il lavoro sarebbe complicato ma affascinante: lascerei la vita tranquilla di questi anni per rimettermi in gioco, quindi devo sapere tutto. Dalla proprietà. Se alla fine tornerò? Deve chiederlo a loro. Finora ci sono state tante voci e poca chiarezza. Non è detto che si faccia, ma è possibile. Però solo con ruoli definiti e con la condivisione del progetto. Come accadeva nel grande Milan di Berlusconi. Non sono io a dover dare una risposta a loro, ma loro a me. Mi rendo conto che posso sembrare un uomo complicato, ma questo carattere e il mio approccio allo sport e alla vita mi hanno portato a essere ciò che sono e che sono stato in campo. E poi sono obbligato a essere così: questo è il Milan. Non si scherza".

    ........................
    In evidenza i punti critici del "progetto Maldini", ai quali occorre aggiungere una parte dell'intervista rilasciata a Sky Sport:
    "E se dovessi far parte della nuova società, vorrei che i contatti con la proprietà, ovviamente condivisi con Fassone, siano continui e costruttivi, non servirebbe sentirci solo una volta ogni tanto."


    Parole chiare, da persona intelligente quale è Maldini, questo gli va riconosciuto.
    Il primo punto evidenziato è chiarissimo: "Voi sapete chi sono io, ma io non so chi siete voi."
    Ha perfettamente ragione, sono i dubbi che abbiamo tutti. Vuole sapere con chi ha a che fare, se si tratta di imprenditori seri o della mafia cinese. In mezzo ci sta tutto


    Il secondo punto è un po' più critico: "Quale sarà il mio rapporto con Mirabelli? Io dipenderò da lui oppure lui dipenderà da me?"
    Mi sembra il punto chiave, quello che deciderà il suo ingresso o meno nella Società.
    Personalmente credo che abbia ragione. Non solo per la sua provenienza milanista, che ha la sua importanza, sia chiaro, ma perché lui è stato un grande calciatore e mi sembra ovvio che possa conoscere problemi tecnici e psicologici più di un ottimo conoscitore di talenti, come può essere Mirabelli.
    Ma a questo punto entra in gioco il "problema Mirabelli", voluto, ovviamente, da Fassone, il quale potrebbe avergli conferito un incarico più ampio e che, in caso entrasse in gioco Maldini, verrebbe ridimensionato.
    Il problema appare complesso: deciderà la proprietà.

    Il terzo punto, assimilabile al quarto, mi sembra superabile e non credo che Maldini ne possa fare un problema, una volta risolto il precedente. I rapporti con la proprietà deve tenerli l'AD. Non esiste che qualcuno lo scavalchi.
    In caso contrario tutta la struttura ne risentirebbe negativamente.

    In conclusione: quale ruolo potrebbe avere Maldini nel Milan?
    A meno di raddoppiare i ruoli di AD (Tecnico-Maldini e Fassone-Finanziario) che risolverebbe il problema (ma bisognerebbe sapere se Fassone è d'accordo, oltre ai cinesi, ovviamente), non vedo una soluzione immediata.
    E' chiaro anche che il corrispettivo economico dipenderà dalla scelta.
    A meno di inventarsi una figura intermedia tra Fassone e Mirabelli, relegando quest'ultimo ad un ruolo simile a quello che aveva nell'Inter: supervisore degli osservatori, ruolo quest'ultimo che Maldini sembrerebbe aver già declinato.

  8. #27
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    Due questioni:

    Ruolo: giusto chiarire. Secondo me lui é il capo dello staff tecnico. Decide l'allenatore (primo punto da chiarire), ne osserva valuta e controlla il lavoro, controlla come vanno i giocatori, coordina le varie squadre (idea di gioco comune). Decide con l'allenatore le necessitá tecniche della squadra, individua i profili necessari e li comunica al direttore sportivo il quale basandosi sul budget individua i profili e conduce le trattative. Di fronte a possibili opzioni si sceglie tutti insieme con ultima parola a..... Penso che questo si da chiarire, per me Maldini.

    Rapporto con la proprietá: Non c'é Berlusconi, non c'é una "Proprietá" con cui confrontarsi. Il punto di riferimento dovrebbe essere il nuovo consiglio di amministrazione che entrerá in carica a gennaio? Per ora dovrebbe accontetarsi dei riferimenti Fassone e Han Li. É come se dalla Renault gli fosse stato offerto il posto di capo della produzione da Gossn ma lui volesse parlare con il signor Renault. Il signor Renault non esiste!

  9. #28
    Senior Member L'avatar di Underhill84
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    Citazione Originariamente Scritto da Admin Visualizza Messaggio
    Ecco l'intervista esclusiva a Paolo Maldini pubblicata dalla Gazzetta dello Sport in edicola oggi, 5 ottobre 2016.

    Si continua dalla precedente intervista a Sky -) Maldini:"Torno solo con un progetto serio. Devo parlare con i cinesi


    "Scelgo la Gazzetta per fare chiarezza. Perché di questo si tratta: non è un messaggio di rabbia o di rancore, ma di chiarezza. Innanzitutto sottolineo che rispetto molto Fassone, che ha un compito delicato. Ci siamo visti quattro volte in un mese, mi ha detto che sono la prima e unica scelta e mi ha spiegato perché: la mia vita e la mia storia sono alla base della loro decisione. Tutto quello che ho fatto per il Milan ha un peso importante. Però, proprio per rispetto della mia storia, se io accetto di entrare nel Milan lo faccio solo seguendo i miei ideali. Amo profondamente questo club e posso aiutarlo solo ascoltando il mio cuore e la mia testa. Per il bene del Milan devo restare me stesso. I problemi emersi? Io non posso assumermi certe responsabilità e metterci la faccia senza identificarmi nella proprietà. Vorrei conoscere i nuovi proprietari, condividere il progetto, parlare di strategie, ascoltare i loro obiettivi e le linee guida. Mi sembra il minimo. Chi altro ho incontrato, oltre a Fassone? David (Han Li, ndr), il vicepresidente del fondo, l’unico che parla inglese. Ma è stata una chiacchierata di dieci minuti. Mi ha detto che mi vuole fortemente al Milan, non siamo andati oltre. Se ho messo delle condizioni? Non so se chiamarle condizioni, ma sono stati loro a cercare me e allora è giusto che io abbia chiesto delle cose. Ci sono due ostacoli evidenti: la mancanza di una responsabilità diretta nell’area tecnica e la scarsa chiarezza sul ruolo. Io direttore tecnico? Sì, ma cosa vuol dire? Mi hanno prospettato una struttura con Fassone a.d., io direttore tecnico e Mirabelli direttore sportivo. Ma il punto è: cosa farò? Io e Mirabelli dovremmo gestire la parte sportiva, ma se c’è una differenza di vedute chi decide? Non posso avere un ruolo a metà con un’altra persona. Mi sembra inevitabile affrontare subito il problema. Non voglio giudicare chi non conosco, ma pretendo una condivisione del progetto sportivo che a oggi non c’è. Quindi ho chiesto di conoscere la proprietà, di sentirmi dire direttamente da loro cosa si aspettano da me, di vedere che condividono con me il loro progetto. Se abbiamo approfondito la questione? So solo che con me ci sarebbero Fassone e Mirabelli. Ma allo stato attuale i ruoli rischiano di sovrapporsi su tante cose. Troppe. A me è stato detto che l’obiettivo è riportare il Milan tra le prime cinque squadre del mondo. Ma questo significa lavorare 24 ore al giorno per tanto tempo. Io sono disposto a farlo, ma devo sapere bene come stanno le cose. Se c'è una dead line per la risposta? No, ma nei prossimi giorni si definirà tutto in un senso o nell’altro. Io non ho fretta e sinceramente non mi sembra nemmeno il caso di averne vista la vastità del progetto. Vorrei solo sapere da loro cosa intendono fare per il bene del Milan. Poi io ci metterei la faccia, la credibilità, l’attaccamento ai colori, il tempo, la condivisione di un progetto, il lavoro. Si dice che io voglia scavalcare Fassone? Non è vero. Fassone è assolutamente credibile, capisco che abbia carta bianca. Con me è stato molto gentile, mi ha detto cose davvero belle. Ma è normale che io voglia confrontarmi con la nuova società: sentire se la proprietà si identifica con i colori rossoneri e con me è fondamentale. Divergenze economiche? Falso. Non abbiamo mai parlato di soldi. Come faccio a quantificare se non mi dicono prima quale sarà il mio ruolo effettivo? Nei quattro incontri non abbiamo mai superato il primo scoglio. Se non hanno ancora recepito la mia richiesta? Sembra strano, ma è così. Ripeto: ho bisogno di condividere il progetto e di sentirmi dire da loro cosa vogliono da me. Il lavoro sarebbe complicato ma affascinante: lascerei la vita tranquilla di questi anni per rimettermi in gioco, quindi devo sapere tutto. Dalla proprietà. Se alla fine tornerò? Deve chiederlo a loro. Finora ci sono state tante voci e poca chiarezza. Non è detto che si faccia, ma è possibile. Però solo con ruoli definiti e con la condivisione del progetto. Come accadeva nel grande Milan di Berlusconi. Non sono io a dover dare una risposta a loro, ma loro a me. Mi rendo conto che posso sembrare un uomo complicato, ma questo carattere e il mio approccio allo sport e alla vita mi hanno portato a essere ciò che sono e che sono stato in campo. E poi sono obbligato a essere così: questo è il Milan. Non si scherza".

    Altre notizie di giornata


    QUI -) Se Maldini dice no, le alternative sono Ambrosini e Galli.


    QUI -) Fassone in partenza per la Cina. Tornerà con gli investitori.


    QUI -) Intrigo Cina - Milan: reportage esclusivo della Gazzetta.
    Citazione Originariamente Scritto da Il Re dell'Est Visualizza Messaggio
    Quindi vorrebbe parlare in cinese con i nuovi proprietari e vorrebbe concludere gli acquisti in maniera autonoma, senza che Fassone e Mirabelli gli mettano i bastoni tra le ruote. Purtroppo qualcuno ci aveva visto giusto sulle sue mire.
    Ma secondo voi in 4 incontri Fassone non gli ha mai spiegato quello che dovrebbe fare? Su, perfavore.

    Non arriverò al punto di dare ragione alla curva sul carattere di Maldini, ma per rispetto mi limito a dire che non ha voglia. Perché non puoi dire: voglio venire ma solo alle mie condizioni. L'offerta che gli è stata fatta va più che bene.
    Spero che Fassone non ci perda troppo tempo e lo ringrazi per il tempo dedicatogli, augurandogli una buona carriera da imprenditore negli USA.

    P.S. non dimentichiamo che 30 anni fa accadde qualcosa di simile con Rivera (che non fece parte della nuova società) e alla fine il Milan tornò ugualmente grande.
    Condivido al 100% tutte le preoccupazioni di Paolo sulla chiarezza verso la nuova proprietà, ma le sue richieste sul ruolo alla "Galliani" dove decide tutto lui non mi piacciono minimamente.

  10. #29
    Member L'avatar di Black
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    sono contento del fatto che Paolo abbia rilasciato queste dichiarazioni. Così evitiamo troppe speculazioni sul suo conto. Il fatto che voglia chiarezza sul ruolo è una cosa positiva perchè fa capire che a lui non interessa fare la "figurina" ma vuole contribuire attivamente nel nuovo Milan.
    Ora sappiamo poi che Han Li l'ha contattato direttamente, e questo ci fa capire che anche questo Han Li è veramente una persona seria e che si muove nella direzione giusta.

    Incrociamo le dita e speriamo che le cose vadano a buon fine!!

  11. #30
    Senior Member L'avatar di Milanforever26
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    Citazione Originariamente Scritto da Underhill84 Visualizza Messaggio
    Condivido al 100% tutte le preoccupazioni di Paolo sulla chiarezza verso la nuova proprietà, ma le sue richieste sul ruolo alla "Galliani" dove decide tutto lui non mi piacciono minimamente.
    Lui non vuole decidere tutto alla Galliani..ha detto solo che giustamente lui ci mette la faccia e quindi per le scelte che lo riguardano vuole piena autonomia..lo trovo corretto, un uomo come lui non si presta certo a fare il parafulmini, e nemmeno farebbe lo scarica barile per eventuali errori

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