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Risultati da 51 a 60 di 99

  1. #51
    Senior Member L'avatar di hiei87
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    Citazione Originariamente Scritto da mistergao Visualizza Messaggio
    Ziege c'era e sarebbe rimasto a Milanello fino all'inizio della stagione 1999/2000 quando, nonostante i tentativi di Zaccheroni di reinventarlo attaccante di sinistra nel 3-4-3, è stato ceduto al Middlesbrough. Zaccheroni credeva fortemente in lui, ma il ragazzo non era mai stato in grado di ambientarsi a Milanello, cosa che lo portava anche ad avere un pessimo rapporto con i tifosi.
    Un episodio su tutti? Nel ritorno del campionato 1998/99 il Milan aveva battuto il cagliari per 1-0 grazie ad un autogol scaturito da un colpo di testa di Bierhoff. Il cross lo aveva fatto un fischiatissimo (fino a quel momento) Ziege, che a fine avrebbe mostrato il medio ai tifosi. Per me non era un cattivo giocatore, semplicemente al Milan non ha reso.
    Ricordo l'esperimento di Zaccheroni....la cosa strana è che, dopo quell'esperienza, Ziege si è completamente bloccato. La sua carriera di fatto finì lì, quantomeno ad alti livelli. Strano, per uno che era già titolare e stelle di Bayern e nazionale, e che doveva rappresentare un continuum ideologico dopo Breitner e Brehme.
    La sua parabola ricorda un po' quella di Mendieta dopo l'approdo alla Lazio....

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  3. #52
    Senior Member L'avatar di Roten1896
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    Citazione Originariamente Scritto da The Ripper Visualizza Messaggio
    La dirigenza, come al solito, pensò il contrario e credettero di aver allestito una squadra della Madonna.
    Invece seguirono anni piuttosto grigi, soprattutto sul fronte mercato.
    Beh comunque l'estate dopo lo scudetto arrivarono Shevchenko e Serginho... sputaci sopra
    Il Mio Milan!
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  4. #53
    Senior Member L'avatar di Fabry_cekko
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    Citazione Originariamente Scritto da mistergao Visualizza Messaggio
    Faceva caldo nel luglio del 1998, davvero tanto caldo. Il Milan che si ritrovava agli ordini del nuovo tecnico, il 15 di luglio. Ma che Milan era? La squadra era reduce da due stagioni disastrose, ma se la prima (1996/97) era giustificabile con una rosa logora e stanca, la seconda (1997/98), non aveva giustificazione alcuna, con il corollario dell’umiliante sconfitta in coppa Italia con la Lazio, che sarebbe costata il posto a Fabio Capello.
    Al suo posto ecco un tecnico totalmente estraneo all’ambiente, che praticava un calcio totalmente diverso (il 3-4-3 zaccheroniano per tanti era ed è un‘eresia) e che portava un rinnovamento anche nello staff tecnico. Importanti anche i rinnovamenti nella rosa: nell’estate lasciano Milanello campioni storici, come Savicevic e Desailly e acquisti più o meno costosi dell’ultima stagione, come Taibi, Kluivert, Maniero, Smoje, Maini e Nielsen, che verranno rimpiazzati da Sala, Lehman, Abbiati, Ayala, Helveg, N’Gotty, Guglielminpietro e, soprattutto, dall’acquisto dell’estate, il tedesco Oliver Bierhoff. Significativi anche i ritorni dal prestito di Coco e Ambrosini.
    Le amichevoli pre stagione erano state fatte col chiaro obiettivo di fare apprendere alla rosa gli schemi di Zaccheroni, senza forzare troppo la mano: gli avversari erano modesti (Juventus esclusa) e consentivano alla squadra di capire il nuovo 3-4-3 senza il rischio di figuracce.
    A proposito, e le altre? La Juventus era la solita macchina perfetta, anche se mentalmente un po’ scarica e infastidita dalle insinuazioni sul doping di Zeman. L’Inter aveva speso come al solito un capitale per aggiungere ad una rosa di alto livello Pirlo, Baggio e Ventola. La Fiorentina poteva contare sul Trap in panchina e su una squadra di ottimo livello, ma le più forti erano Parma e Lazio.
    I biancocelesti avevano aggiunto ad una squadra già fortissima delle stelle come Salas e Sergio Conceiçao, ma Cagnotti pensava che non bastassero così, all’ultimo giorno di mercato, si era regalato Christian Vieri, alla modica cifra di 55 miliardi di lire. Il Parma era (a mio parere) la squadra italiana con la rosa più forte: Buffon, Cannavaro, Sensini, Thuram, Crespo, Veron, Stanic e Chiesa tutti insieme, allenati da Malesani. Al loro confronto il Milan sembrava (ed era) un gradino sotto.

    Qui sotto potete vedere le tre maglie del Milan nella stagione 1998/99:

    Grande bel topic!

    Concordo che le più forti erano Lazio e Parma e con la Juve dietro.
    Abbiano vinto un Campionato dove c'erano 5 squadre piu forti di noi ahahah

  5. #54
    Di quell'anno ricordo moltissimo con piacere. Sinceramente a gennaio/febbraio dissi ad alcuni amici dell'università che se avessero ingranato alcuni giocatori avremmo vinto lo scudetto. Mi risero dietro...

    Ziege segnò il goal di ascella contro la Roma di Zeman!

    Quelli sono stati anni strani, perchè quella squadra poteva rendere di più. Ricordo che il secondo anno di Zac giocò meglio. Purtroppo occorreva investire su un difensore forte e invece non si fece nulla, tranne prendere uno scarsissimo Chamot, Taribo West e un giovanissimo Coloccini. Nonostante questo arrivammo terzi. Iniziarono comunque gli infortuni di Albertini e Boban. Leonardo pure era in fase calante. Bierhoff idem (fece solo 10 goal in campionato, la metà dell'anno prima). L'anno successivo poi acquistammo Redondo. Avrebbe costituito una coppia fantastica con Albertini. Purtroppo si fece male subito. Acquistammo anche Comandini, per cui stravedevo. Purtroppo in difesa non facemmo di nuovo nulla, invece di prendere Thuram come sembrava, andammo a prendere il più scarso di tutti: Roque Junior! E a ottobre venne uno ancora più scarso: Julio Cesar dal Real Madrid. Anche quell'anno si giocava abbastanza bene, anche in Champions (ricordate lo 0-2 a Barcellona). Coco era una furia come esterno sinistro. Tutto questo fino all'infortunio di Albertini a dicembre. Dopo di chè ci fu il declino rapido, anche perchè Boban pure si infortunò, e giocare con De Ascentis e Gattuso centrali di centrocampo non era il massimo. E Bierhoff era proprio finito (solo 6 goal!!!).

    Peccato perchè quella squadra con gli interventi giusti (una punta al posto di Bierhoff, un centrocampista centrale e un Thuram) avrebbe potuto vincere di più.

    Tra l'altro spendevamo molto in sede di mercato. Non esisteva l'apposto così.

    E' vero che alcuni giocatori si sono rivelati dei bidoni, però potenzialmente potevano diventare forti. Orlandini segnò il golden goal per l'europeo U21 e aveva buone potenzialità, Tonetto è stato il terzino titolare della roma di Spalletti. Comandini è stato sfortunatissimo con gli infortuni, ma avrebbe potuto avere altra carriera. E comunque fu rivenduto per 30 miliardi all'Atalanta.

  6. #55
    Junior Member L'avatar di Danielsan
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    Citazione Originariamente Scritto da Schism75 Visualizza Messaggio
    Di quell'anno ricordo moltissimo con piacere. Sinceramente a gennaio/febbraio dissi ad alcuni amici dell'università che se avessero ingranato alcuni giocatori avremmo vinto lo scudetto. Mi risero dietro...

    Ziege segnò il goal di ascella contro la Roma di Zeman!

    Quelli sono stati anni strani, perchè quella squadra poteva rendere di più. Ricordo che il secondo anno di Zac giocò meglio. Purtroppo occorreva investire su un difensore forte e invece non si fece nulla, tranne prendere uno scarsissimo Chamot, Taribo West e un giovanissimo Coloccini. Nonostante questo arrivammo terzi. Iniziarono comunque gli infortuni di Albertini e Boban. Leonardo pure era in fase calante. Bierhoff idem (fece solo 10 goal in campionato, la metà dell'anno prima). L'anno successivo poi acquistammo Redondo. Avrebbe costituito una coppia fantastica con Albertini. Purtroppo si fece male subito. Acquistammo anche Comandini, per cui stravedevo. Purtroppo in difesa non facemmo di nuovo nulla, invece di prendere Thuram come sembrava, andammo a prendere il più scarso di tutti: Roque Junior! E a ottobre venne uno ancora più scarso: Julio Cesar dal Real Madrid. Anche quell'anno si giocava abbastanza bene, anche in Champions (ricordate lo 0-2 a Barcellona). Coco era una furia come esterno sinistro. Tutto questo fino all'infortunio di Albertini a dicembre. Dopo di chè ci fu il declino rapido, anche perchè Boban pure si infortunò, e giocare con De Ascentis e Gattuso centrali di centrocampo non era il massimo. E Bierhoff era proprio finito (solo 6 goal!!!).

    Peccato perchè quella squadra con gli interventi giusti (una punta al posto di Bierhoff, un centrocampista centrale e un Thuram) avrebbe potuto vincere di più.

    Tra l'altro spendevamo molto in sede di mercato. Non esisteva l'apposto così.

    E' vero che alcuni giocatori si sono rivelati dei bidoni, però potenzialmente potevano diventare forti. Orlandini segnò il golden goal per l'europeo U21 e aveva buone potenzialità, Tonetto è stato il terzino titolare della roma di Spalletti. Comandini è stato sfortunatissimo con gli infortuni, ma avrebbe potuto avere altra carriera. E comunque fu rivenduto per 30 miliardi all'Atalanta.


    Questa cifra non me la ricordavo,però mi ricordo che in quegli anni c'erano operazioni di mercato strane...

    Stradaccordo con te su tutto!!! Redondo...

  7. #56
    Renegade
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    Citazione Originariamente Scritto da mefisto94 Visualizza Messaggio
    E come avrebbero giocato ? Uno sopra all'altro ?

    Oppure Boban mezz'ala.
    Il rombo non si è mica evoluto in una roba chiamata albero di natale dove Rivaldo/Kakà e Rui Costa giocavano tranquillamente insieme? Forse me lo sono sognato!

  8. #57
    Moderatore L'avatar di mefisto94
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    Citazione Originariamente Scritto da Renegade Visualizza Messaggio
    Il rombo non si è mica evoluto in una roba chiamata albero di natale dove Rivaldo/Kakà e Rui Costa giocavano tranquillamente insieme? Forse me lo sono sognato!
    Ah ok. Beh non sarebbe stato male però entrambi non hanno molti gol nelle gambe.

  9. #58
    Member L'avatar di mistergao
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    Ebbene, tutto si può dire di Zaccheroni tranne che sia uno che non ama sperimentare. Nell’autunno del 1998 le prova tutte per arrivare ad una quadra nel Milan: parte dalla difesa, che rivoluziona diverse volte, provando ora N’Gotty come centrale di destra, ora Ayala come perno centrale, finendo col decidere per la linea difensiva che avrebbe vinto lo scudetto, ovvero Sala – Costacurta – Maldini, che debutteranno insieme in Bari-Milan, nona gionata del campionato.
    Continua col centrocampo, dove sulla destra è confermatissimo Helveg, così come al centro Albertini, per il resto è un turbinio di giocatori, anche se al centro Ambrosiani è ormai titolare, mentre lo strazio è sulla fascia sinistra, dove Ziege, spiace dirlo, non ne azzecca una, tanto che Zaccheroni per alcune partire schiererà come centrocampista a sinistra Maldini.
    In attacco accanto a Bierhoff gireranno un po’ tutti, anche se Leonardo sarà il suo partner più assiduo, mentre Weah, anarchico come non mai, andrà incontro tutta la stagione ad alti e bassi che ne limiteranno il rendimento.
    E i risultati? Altalenanti anche loro. Sconfitta a Cagliari, nella quale si fa male Lehmann, che verrà venduto a Gennaio, spettacolare vittoria con la Roma a San Siro (a parere di chi scrive, una delle più belle partite che io abbia mai visto dal vivo), nella quale l’arbitro ci dà una mano, convalidando un gol irregolare di Ziege. Poi tre pareggi: fortunati a Piacenza e contro l’Inter (e qui si comincia a parlare di “Cul de Zac”, sostenendo che l’allenatore romagnolo ha molta fortuna e poche capacità), meno col Bari.
    Vittoria con la Lazio in una partita intensissima, della quale sotto trovate il filmato: i biancocelesti sono in crisi, hanno fuori mezza squadra ed Ericksonn è in bilico. Il Milan attacca per 90 minuti, ma Ganz, Weah e Bierhoff sbagliano l’impossibile e Marchegiani è in serata di grazia. Se non ci arriva il portiere ecco che la palla finisce sulla traversa, come successo a Ganz nel primo tempo. Verso la metà della ripresa mossa azzardata di Zaccheroni: fuori l’ottimo Ganz (al posto del fischiatissimo ma inamovibile Bierhoff) e dentro Leonardo. Al 90° ecco il Weah che non ti aspetti, prende palla e semina mezza difesa della Lazio, palla dentro a Leonardo e viene giù San Siro. Un tiro pefetto, davvero imparabile ed i tifosi cominciano a sognare…
    …sogno che però si interrompe bruscamente domenica dopo: sconfitta per 4-0 a Parma. Zaccheroni nel post partita ci va giù duro: “Una partita da buttare via. Ed ho sbagliato anch’io. (…) Per oltre un’ora abbiamo giocato in quattro.” Salvo poi ammettere che gli iniziali malumori dei giocatori nei confronti del 3-4-3 si sono ormai affievoliti, anche se c’è ancora tanto da lavorare.

    Ora, come al solito, uno sguardo sulle altre. La Fiorentina è la squadra sulla bocca di tutti: viaggia come un treno trascinata dai gol di Batistuta e, nonostante una certa fragilità in trasferta, è al primo posto in classifica. Il Parma è un po’ incostante, ma è sempre lì. Sorprende la Roma, che grazie al gioco di Zeman è a pochi passi dalla vetta, mentre deludono l’Inter (che ha fatto fuori il primo dei quattro allenatori stagionali, Gigi Simoni) e la Juventus, che sembra essere avviata alla fine di un ciclo, anche perchè a Novembre Del Piero si fa male e starà fuori fino a fine stagione.

    E la Lazio? Sta vivendo il suo periodo nero. Distantissima dalla vetta, a Novembre raggranella 4 punti in 5 partite e Ericksson è nell’occhio del ciclone, imputato di incapacità nell’allenare e di dirigere dei preparatori atletici disastrosi, visti i ripetuti infortuni tra i biancocelesti.


    Qui sotto: il video di Milan-Lazio, sperando di non avere sbagliato a postarlo


  10. #59
    Senior Member L'avatar di Roten1896
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    Le prime quattro partite: un inizio incoraggiante

    La stagione ufficiale dei rossoneri comincia il 12 settembre, un sabato sera, nel match contro il Bologna, in campo andranno: Lehmann; N'Gotty, Ayala, P. Maldini; Helveg, Albertini, Boban, Ba; Ganz, Bierhoff, Weah.
    La partita terminerà con una vittoria netta (3-0) firmata da una doppietta di Bierhoff e da un gol del ritrovato Leonardo. La squadra non gioca bene (anzi…) sembra ancora imballata, i movimenti non sono fluidi e i reparti sono un po’ distanti fra di loro. Il 3-4-3 di Zaccheroni è una bella idea, ma ben lungi da realizzarsi.
    Non pensate che la vittoria contro il Bologna fosse scontata: i felsinei erano una signora squadra e l’ambiente rossonero sembrava mal tollerare il 3-4-3 di Zaccheroni. Mugugni erano piovuti dai membri della vecchia guardia, che mal digerivano un modulo che, a loro parere, avrebbe coperto poco la difesa. La vittoria contro una squadra che quell’anno partecipava alla Coppa UEFA ha avuto l’effetto di scaricare la tensione dell’ambiente perché, come dice il proverbio, chi ben comincia è a metà dell’opera.
    Già alla seconda giornata le cose vanno meglio: il Milan va nel campo caldissimo di Salerno e lo sbanca, con gol dei soliti Bierhoff e Leonardo. Si comincia a vedere qualcosa di più da un punto di vista del gioco, soprattutto si cominciano a vedere voglia di lottare e sacrificio e si capisce che sulle macerie si può costruire.
    La terza giornata è durissima: violento stop contro la Fiorentina dello scatenato Batistuta, che da solo abbatte il Milan a San Siro. Sconfitta per 3-1 con tripletta dell’argentino, condita da errori mostruosi in difesa (protagonisti: Lehman –che infatti non si riprenderà più- e Costacurta) e che riporta giocatori e tifosi con i piedi per terra. Si chiude la prima parte di campionato (sarà seguita dalla pausa per le nazionali) con la vittoria sul difficile campo di Venezia. Intanto nella formazione titolare si nota un primo cambiamento: fa sempre più spesso capolino Massimo Ambrosini, destinato a diventare titolare da lì a breve.

    La classifica è cortissima: la Fiorentina è in testa con 12 punti, segue l’Inter con 10, poi Milan e Juventus con 9, la Lazio è attardata, avendo conquistato solo 6 punti, anche a causa di un infortunio patito da Vieri, che infatti tornerà solo a Gennaio.
    Completo ricordando che Zaccheroni esordì con una sconfitta bruciante in Coppa Italia per 2-0 contro il Torino fuori casa. E già i tifosi pensavano che la stagione sarebbe stata l'ennesima deludente. Ma al ritorno ci fu la rimonta inaspettata, il Milan vinse 3-0 con Bierhoff che fece il terzo quasi al 90' e mi ricordo la sofferenza alla radio (non hanno trasmesso la partita in TV) perché l'arbitro diede almeno 7 minuti di recupero e se il Toro avesse segnato ci avrebbe eliminato (ma allo stesso tempo in quei minuti di recupero ben 3 giocatori del Toro per troppa foga si fecero espellere)
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  11. #60
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    Ebbene, tutto si può dire di Zaccheroni tranne che sia uno che non ama sperimentare. Nell’autunno del 1998 le prova tutte per arrivare ad una quadra nel Milan: parte dalla difesa, che rivoluziona diverse volte, provando ora N’Gotty come centrale di destra, ora Ayala come perno centrale, finendo col decidere per la linea difensiva che avrebbe vinto lo scudetto, ovvero Sala – Costacurta – Maldini, che debutteranno insieme in Bari-Milan, nona gionata del campionato.
    Continua col centrocampo, dove sulla destra è confermatissimo Helveg, così come al centro Albertini, per il resto è un turbinio di giocatori, anche se al centro Ambrosiani è ormai titolare, mentre lo strazio è sulla fascia sinistra, dove Ziege, spiace dirlo, non ne azzecca una, tanto che Zaccheroni per alcune partire schiererà come centrocampista a sinistra Maldini.
    In attacco accanto a Bierhoff gireranno un po’ tutti, anche se Leonardo sarà il suo partner più assiduo, mentre Weah, anarchico come non mai, andrà incontro tutta la stagione ad alti e bassi che ne limiteranno il rendimento.
    E i risultati? Altalenanti anche loro. Sconfitta a Cagliari, nella quale si fa male Lehmann, che verrà venduto a Gennaio, spettacolare vittoria con la Roma a San Siro (a parere di chi scrive, una delle più belle partite che io abbia mai visto dal vivo), nella quale l’arbitro ci dà una mano, convalidando un gol irregolare di Ziege. Poi tre pareggi: fortunati a Piacenza e contro l’Inter (e qui si comincia a parlare di “Cul de Zac”, sostenendo che l’allenatore romagnolo ha molta fortuna e poche capacità), meno col Bari.
    Vittoria con la Lazio in una partita intensissima, della quale sotto trovate il filmato: i biancocelesti sono in crisi, hanno fuori mezza squadra ed Ericksonn è in bilico. Il Milan attacca per 90 minuti, ma Ganz, Weah e Bierhoff sbagliano l’impossibile e Marchegiani è in serata di grazia. Se non ci arriva il portiere ecco che la palla finisce sulla traversa, come successo a Ganz nel primo tempo. Verso la metà della ripresa mossa azzardata di Zaccheroni: fuori l’ottimo Ganz (al posto del fischiatissimo ma inamovibile Bierhoff) e dentro Leonardo. Al 90° ecco il Weah che non ti aspetti, prende palla e semina mezza difesa della Lazio, palla dentro a Leonardo e viene giù San Siro. Un tiro pefetto, davvero imparabile ed i tifosi cominciano a sognare…
    …sogno che però si interrompe bruscamente domenica dopo: sconfitta per 4-0 a Parma. Zaccheroni nel post partita ci va giù duro: “Una partita da buttare via. Ed ho sbagliato anch’io. (…) Per oltre un’ora abbiamo giocato in quattro.” Salvo poi ammettere che gli iniziali malumori dei giocatori nei confronti del 3-4-3 si sono ormai affievoliti, anche se c’è ancora tanto da lavorare.

    Ora, come al solito, uno sguardo sulle altre. La Fiorentina è la squadra sulla bocca di tutti: viaggia come un treno trascinata dai gol di Batistuta e, nonostante una certa fragilità in trasferta, è al primo posto in classifica. Il Parma è un po’ incostante, ma è sempre lì. Sorprende la Roma, che grazie al gioco di Zeman è a pochi passi dalla vetta, mentre deludono l’Inter (che ha fatto fuori il primo dei quattro allenatori stagionali, Gigi Simoni) e la Juventus, che sembra essere avviata alla fine di un ciclo, anche perché a Novembre Del Piero si fa male e starà fuori fino a fine stagione.

    E la Lazio? Sta vivendo il suo periodo nero. Distantissima dalla vetta, a Novembre raggranella 4 punti in 5 partite e Eriksson è nell’occhio del ciclone, imputato di incapacità nell’allenare e di dirigere dei preparatori atletici disastrosi, visti i ripetuti infortuni tra i biancocelesti.
    Il passaggio da Lehmann a Sebastiano Rossi in porta dà una decisa sterzata. Rossi para un rigore al Cagliari e uno alla Roma (dire che l'arbitro ci diede una mano in quella partita lo trovo un po' esagerato visto che ci annullò un gol e ci diede un rigore contro).

    L'infortunio di Del Piero alla Juventus risulta decisivo per il crollo dei bianconeri. Nel momento in cui si fa male il numero 10, la Vecchia Signora viaggiava in testa alla classifica e invece deve lasciare strada alla Fiorentina.

    Il problema iniziale della Lazio (attenzione che si scrive Eriksson) era dovuto a troppi galli nello stesso pollaio, non era facile amalgamare la squadra, ma dopo la sconfitta contro di noi invertirono la rotta infilando ben 9 vittorie consecutive.

    Da segnalare l'importanza che piano piano va assumendo Maurizio Ganz. Lui trova la rete dell'1-1 a Piacenza a tempo scaduto (ricordo quel pomeriggio del primo novembre 1998, come fosse ieri, già ero incavolato nero perché la Ferrari perse il mondiale a vantaggio di Hakkinen la mattina stessa e il Milan al 90' stava perdendo a Piacenza) e ancora lui la settimana successiva rimette in piedi il derby procurandosi il rigore del 2-2 subentrando a Morfeo (pensate un po' voi che giocavamo con Morfeo titolare nel derby!!)
    Bellissima la partita contro la Lazio, anche quello un posticipo che ho seguito alla radio, dopo quella partita non so perché ma iniziavo a sentire che il Milan potesse vincere lo scudetto...
    certo fu ancora più epico il posticipo dell'anno seguente all'Olimpico quando tra Lazio e Milan finì 4-4, ma questa è un'altra storia...
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