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  1. #21
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    Citazione Originariamente Scritto da Kyle Broflovsky Visualizza Messaggio
    Bingo. Per quanto sia un esempio odioso, è l'unico possibile: la Germania nazista è difatti l'unico caso a noi noto di piena occupazione raggiunta volontariamente, mediante l'adozione mirata di politiche economiche di tipo espansivo e di investimenti pubblici. Hitler prese una nazione al collasso, con una produzione industriale che era la metà rispetto al 29, ed in 3 anni azzerò la disoccupazione, e senza produrre iperinflazione. Un vero miracolo, come attestato da studiosi di economia del calibro di K. Galbraith. La nostra Costituzione ci consentirebbe (anzi, per certi versi lo impone) di attuare politiche espansive votate alla piena occupazione. Ma di fatto, la Costituzione è obliterata dai trattati Europei, che pongono un'inconcepibile museruola al potere di spesa e di indebitamento degli Stati, e impongono una rigida disciplina antiinflazionistica, che inevitabilmente fa rima con disoccupazione endemica e strutturale.
    Esattamente. Dopo il trattato di Versailles, in Germania, per comprare una pagnotta di pane occorreva una carriola colma di banconote.

    Quello attuato dal nazionalismo, a livello economico, fu un vero e proprio miracolo supportato, tra le altre, dall'introduzione del baratto con altre nazioni per l'importazione ed esportazione di merci, niente prestiti dall'estero e super produzione interna di beni che conferiva un valore reale alla moneta.

    Tutto ciò, anche sui libri di scuola, è stato oscurato e censurato. Si DEVE parlare del nazionalsocialismo mettendolo in relazione (in modo che scatti l'associazione mentale) solamente con gli ebrei, con le camere a gas e con i campi di concentramento.

    Per come la penso io a livello politico, il massimo sarebbe un nazionalsocialismo privato della questione razziale. O meglio, con la questione razziale fortemente ridimensionata, quasi azzerata. Purtroppo, in giro non c'è nulla di simile.
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  3. #22
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    Citazione Originariamente Scritto da Kyle Broflovsky Visualizza Messaggio
    Bingo. Per quanto sia un esempio odioso, è l'unico possibile: la Germania nazista è difatti l'unico caso a noi noto di piena occupazione raggiunta volontariamente, mediante l'adozione mirata di politiche economiche di tipo espansivo e di investimenti pubblici. Hitler prese una nazione al collasso, con una produzione industriale che era la metà rispetto al 29, ed in 3 anni azzerò la disoccupazione, e senza produrre iperinflazione. Un vero miracolo, come attestato da studiosi di economia del calibro di K. Galbraith. La nostra Costituzione ci consentirebbe (anzi, per certi versi lo impone) di attuare politiche espansive votate alla piena occupazione. Ma di fatto, la Costituzione è obliterata dai trattati Europei, che pongono un'inconcepibile museruola al potere di spesa e di indebitamento degli Stati, e impongono una rigida disciplina antiinflazionistica, che inevitabilmente fa rima con disoccupazione endemica e strutturale.
    Che miracolo??? Le infrastrutture costruite in Germania furono iniziate Bruning e Schleicher, Hitler se ne prese i frutti e il merito. La piena disoccupazione fu ottenuta comprimendo i salari (e i diritti) dei lavoratori e l'economia era tutta rivolta al riarmamento a danno del resto dell'economia con una crisi di sovrapproduzione che avrebbe portato l'economia al collasso senza l'entrata in guerra che procurò ai nazisti le materie prime delle nazioni occupate e manodoperà gratuita e conveniente dei prigionieri.
    I problemi strutturali (tasse, burocrazia, leggi, scarsa dinamicità del mercato del lavoro) dell'Italia sono precedenti ai trattati europei e vanno risolte con riforme anche impopolari come già fatto in Germania e Inghilterra nei decenni scorsi.

  4. #23
    Amministratore L'avatar di Admin
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    Citazione Originariamente Scritto da cremone Visualizza Messaggio
    Che miracolo??? Le infrastrutture costruite in Germania furono iniziate Bruning e Schleicher, Hitler se ne prese i frutti e il merito. La piena disoccupazione fu ottenuta comprimendo i salari (e i diritti) dei lavoratori e l'economia era tutta rivolta al riarmamento a danno del resto dell'economia con una crisi di sovrapproduzione che avrebbe portato l'economia al collasso senza l'entrata in guerra che procurò ai nazisti le materie prime delle nazioni occupate e manodoperà gratuita e conveniente dei prigionieri.
    I problemi strutturali (tasse, burocrazia, leggi, scarsa dinamicità del mercato del lavoro) dell'Italia sono precedenti ai trattati europei e vanno risolte con riforme anche impopolari come già fatto in Germania e Inghilterra nei decenni scorsi.
    Ma hai idea da cosa arrivava la Germania? Come scritto, per i cittadini tedeschi anche una pagnotta di pane rappresentava un lusso sfrenato che in pochi potevano permettersi.

    Ed attenzione a sopravvalutare anche troppo il riarmamento (comunque utilizzato anche da altre nazioni, Usa in primis, per risollevarsi da periodi crisi). In quell'epoca, ci fu il boom di altre imprese. Quella dell'edilizia in primis. Inoltre, in quegli anni, mentre la Germania rideva il resto del mondo era in recessione.

    Il nazionalsocialismo stampava e permetteva di spendere moneta a volontà. Quasi senza limiti. Ma con dei paletti, ovviamente: prezzi sempre costanti e la moneta doveva essere spesa solo all'interno della nazione.

    Per le importazioni e le esportazioni si usava il baratto. Io ti do gli orologi a cucù e tu mi dai le tue materie prime.
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  5. #24
    Senior Member L'avatar di Milanforever26
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    Non è questione di populismi..il punto è che quando le situazioni degenerano la gente ritorna ai bisogni (e agli istinti) primari..
    Si torna a giocare e a tifare davvero

  6. #25
    Senior Member L'avatar di Aragorn
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    Il caos è da sempre propedeutico all'affermarsi dell'estrema destra. Se risolvi il primo problema risolvi automaticamente anche il secondo, da anni invece ci si illude del contrario.

  7. #26
    Citazione Originariamente Scritto da cremone Visualizza Messaggio
    Che miracolo??? Le infrastrutture costruite in Germania furono iniziate Bruning e Schleicher, Hitler se ne prese i frutti e il merito. La piena disoccupazione fu ottenuta comprimendo i salari (e i diritti) dei lavoratori e l'economia era tutta rivolta al riarmamento a danno del resto dell'economia con una crisi di sovrapproduzione che avrebbe portato l'economia al collasso senza l'entrata in guerra che procurò ai nazisti le materie prime delle nazioni occupate e manodoperà gratuita e conveniente dei prigionieri.
    I problemi strutturali (tasse, burocrazia, leggi, scarsa dinamicità del mercato del lavoro) dell'Italia sono precedenti ai trattati europei e vanno risolte con riforme anche impopolari come già fatto in Germania e Inghilterra nei decenni scorsi.
    Le mie fonti, che ritengo piuttosto affidabili, dicono altro, ma mi posso sempre sbagliare.
    L'ultimo periodo è un concentrato di propaganda neoliberal. Come al solito si parte dall'assunto che i dettami monetaristi e liberoscambisti siano validi oggettivamente e vadano incontro all'interesse di tutti. Ma la politica economica è fatta di scelte e di valutazioni. L'adozione di un modello liberoscambista basato su un regime di concorrenza e sulla totale assenza dello Stato è una scelta. Una scelta che, a mio modo di vedere, è all'origine di tutti i mali odierni. Le riforme impopolari sono quella che promuovono la recessione e la disoccupazione endemica. Ne faccio volentieri a meno. Le tasse sono alte proprio a causa della mancanza di controllo dei tassi sul debito sovrano e della stretta sui bilanci pubblici imposta dall'UE. Tutto il resto c'era anche quando eravamo quinta potenza industriale e crescevamo al 3% annuo. VI hanno fatto credere che tutti i mali odierni derivano dallo Stato: è esattamente il contrario. Lo Stato ormai non conta nulla. Non ha politica doganale, non può contrastare le speculazioni perché non ha il controllo della circolazione dei capitali, non può pianificare strategie industriali a causa del divieto di aiuti di Stato, non può attuare politiche anticicliche perché non ha la politica di bilancio né tantomeno quella valutaria e monetaria, non ha il controllo dell'esercizio del credito, totalmente affidato alle norme concorrenziali (FOLLIA), non può salvaguardare le proprie produzioni, perché è costretto ad importare senza dazi l'olio tunisino ed il latte ungherese a causa dei diktat di Bruxelles, per non parlare di come hanno distrutto il sistema d'istruzione introducendo anche qui norme mercatali. Lo Stato non conta praticamente nulla, svuotato com'è di pezzi di essenziali pezzi di sovranità, che non sono stati attribuiti ad un Superstato, ma semplicemente dispersi. L'UE è semplicemente un immane mercato, in cui si impedisce allo Stato di mettere becco. E si sa che quando il mercato è lasciato alla propria autoregolamentazione succedono i disastri. E' già accaduto in passato, e si è reagito recuperando l'interventismo statale a partire dagli anni 30. A PARTIRE DAGLI ANNI 30 I PRINCIPI DEL LAISSEZ FAIRE IN MOLTI STATI ERANO CONSIDERATI SUPERATI. La nostra Costituzione è agli antipodi rispetto a tale modello economico. La restaurazione dell'ordine mercatista è ricominciata a partire dagli anni 80, con l'unico scopo di favorire gli interessi dei rentiers e dei capitalisti, che si erano visti erodere consistenti quote di profitto a causa degli aumenti salariali generati dalle politiche di intervento e di spesa.
    L'odierno sistema è una COMPETIZIONE tra Stati a chi deflaziona e svaluta di più il lavoro, per poter vincere la partita dell'export e godere di bassi tassi di interesse sul debito. La Germania ha segno + nelle partite correnti, perché altri hanno il segno -. E' una competizione: c'è chi vince e c'è chi perde. Così è strutturata l'Unione monetaria. Difatti ciò che fece Monti non fu abbattere il debito (che infatti è aumentato, a causa delle politiche di austerity), ma risanare il deficit della bilancia dei pagamenti. Senza altri strumenti di flessibilità l'unico modo per fare ciò è comprimere redditi e salari per scoraggiare le importazioni. Ed è ciò che è avvenuto. Ma l'austerity non può che generare ulteriore recessione, avvitando i Paesi che l'adottano in spirali deflattive senza via d'uscita, se non quella di sganciarsi dal sistema. La disoccupazione ed i bassi salari sono endemiche in questo sistema, ne sono un prodotto naturale e voluto.

    « Il professor Hayek...non vede, o non ammette, che un ritorno alla “libera” concorrenza significa per la grande massa di persone una tirannia probabilmente peggiore, perché più irresponsabile, rispetto a quella dello Stato. Il problema con la competizione è che qualcuno la vince. Il professor Hayek nega che il libero capitalismo porti necessariamente al monopolio, ma in pratica è lì che ha condotto, e dal momento che la stragrande maggioranza delle persone preferirebbe di gran lunga una stretta regolamentazione statale ai crolli e alla disoccupazione, la propensione verso il socialismo è destinata a continuare, se l'opinione pubblica ha qualche voce in capitolo. »(George Orwell)

  8. #27
    Moderatore L'avatar di Tifo'o
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    Citazione Originariamente Scritto da Kyle Broflovsky Visualizza Messaggio
    Le mie fonti, che ritengo piuttosto affidabili, dicono altro, ma mi posso sempre sbagliare.
    L'ultimo periodo è un concentrato di propaganda neoliberal. Come al solito si parte dall'assunto che i dettami monetaristi e liberoscambisti siano validi oggettivamente e vadano incontro all'interesse di tutti. Ma la politica economica è fatta di scelte e di valutazioni. L'adozione di un modello liberoscambista basato su un regime di concorrenza e sulla totale assenza dello Stato è una scelta. Una scelta che, a mio modo di vedere, è all'origine di tutti i mali odierni. Le riforme impopolari sono quella che promuovono la recessione e la disoccupazione endemica. Ne faccio volentieri a meno. Le tasse sono alte proprio a causa della mancanza di controllo dei tassi sul debito sovrano e della stretta sui bilanci pubblici imposta dall'UE. Tutto il resto c'era anche quando eravamo quinta potenza industriale e crescevamo al 3% annuo. VI hanno fatto credere che tutti i mali odierni derivano dallo Stato: è esattamente il contrario. Lo Stato ormai non conta nulla. Non ha politica doganale, non può contrastare le speculazioni perché non ha il controllo della circolazione dei capitali, non può pianificare strategie industriali a causa del divieto di aiuti di Stato, non può attuare politiche anticicliche perché non ha la politica di bilancio né tantomeno quella valutaria e monetaria, non ha il controllo dell'esercizio del credito, totalmente affidato alle norme concorrenziali (FOLLIA), non può salvaguardare le proprie produzioni, perché è costretto ad importare senza dazi l'olio tunisino ed il latte ungherese a causa dei diktat di Bruxelles, per non parlare di come hanno distrutto il sistema d'istruzione introducendo anche qui norme mercatali. Lo Stato non conta praticamente nulla, svuotato com'è di pezzi di essenziali pezzi di sovranità, che non sono stati attribuiti ad un Superstato, ma semplicemente dispersi. L'UE è semplicemente un immane mercato, in cui si impedisce allo Stato di mettere becco. E si sa che quando il mercato è lasciato alla propria autoregolamentazione succedono i disastri. E' già accaduto in passato, e si è reagito recuperando l'interventismo statale a partire dagli anni 30. A PARTIRE DAGLI ANNI 30 I PRINCIPI DEL LAISSEZ FAIRE IN MOLTI STATI ERANO CONSIDERATI SUPERATI. La nostra Costituzione è agli antipodi rispetto a tale modello economico. La restaurazione dell'ordine mercatista è ricominciata a partire dagli anni 80, con l'unico scopo di favorire gli interessi dei rentiers e dei capitalisti, che si erano visti erodere consistenti quote di profitto a causa degli aumenti salariali generati dalle politiche di intervento e di spesa.
    L'odierno sistema è una COMPETIZIONE tra Stati a chi deflaziona e svaluta di più il lavoro, per poter vincere la partita dell'export e godere di bassi tassi di interesse sul debito. La Germania ha segno + nelle partite correnti, perché altri hanno il segno -. E' una competizione: c'è chi vince e c'è chi perde. Così è strutturata l'Unione monetaria. Difatti ciò che fece Monti non fu abbattere il debito (che infatti è aumentato, a causa delle politiche di austerity), ma risanare il deficit della bilancia dei pagamenti. Senza altri strumenti di flessibilità l'unico modo per fare ciò è comprimere redditi e salari per scoraggiare le importazioni. Ed è ciò che è avvenuto. Ma l'austerity non può che generare ulteriore recessione, avvitando i Paesi che l'adottano in spirali deflattive senza via d'uscita, se non quella di sganciarsi dal sistema. La disoccupazione ed i bassi salari sono endemiche in questo sistema, ne sono un prodotto naturale e voluto.

    « Il professor Hayek...non vede, o non ammette, che un ritorno alla “libera” concorrenza significa per la grande massa di persone una tirannia probabilmente peggiore, perché più irresponsabile, rispetto a quella dello Stato. Il problema con la competizione è che qualcuno la vince. Il professor Hayek nega che il libero capitalismo porti necessariamente al monopolio, ma in pratica è lì che ha condotto, e dal momento che la stragrande maggioranza delle persone preferirebbe di gran lunga una stretta regolamentazione statale ai crolli e alla disoccupazione, la propensione verso il socialismo è destinata a continuare, se l'opinione pubblica ha qualche voce in capitolo. »(George Orwell)
    Troppo facile criticare. La gente critica l'operato, ma un conto quando devi prendere delle decisioni un conto criticare e dire bisognava fare questo o/e quello.

    Noi siamo qui a parlare della disoccupazione in Italia, in Francia, in Portogallo.. come se fosse un problema dei singoli paesi.
    In verità non è cosi. Noi europei abbiamo creato le ricchezze, abbiamo creato questo stato di benessere perché eravamo più bravi degli altri. Siamo sempre stati passi davanti agli altri, perché eravamo istruiti e perché non avevamo concorrenza. Mentre noi vivevamo negli allori, le banche facevano i loro loschi giochi con lo stato che diventava sempre meno presente.
    60 anni fa, forse 1/4 della popolazione cinese sapeva scrivere o leggere ora 4/4. Non siamo più bravi dei cinesi o degli indiani.. stiamo perdendo terreno, non siamo più competitivi. Gli altri stanno diventando più bravi. Sono più motivati, sono più giovani sanno fare meglio i conti. Le nostre infrastrutture fanno schifo. Siamo un continente vecchio composto da vecchi. Gli stati singolarmente si stanno indebolendo. Non valgono più nulla. L'unico paese in europa che ha incominciato a sentire la puzza sono i tedeschi che guarda caso hanno deciso di introdurre l'euro, rendendo se stessi più competitivi e distruggendo tutti gli altri paesi attorno. Guarda caso, non c'è un paese nella UE che è "sano". Solo Svezia e Danimarca in parte che hanno una presenza statele molto forte.

    A meno che non si crei una unione europea federale, che sarebbe l'unico modo per far fronte alle altre potenze. Un unione che prende le decisioni per il bene di tutto il continente, non la Merkel a decidere non gli italiani a fare i conti disastrosi o la mafia, non la Francia. Un sistema che prevede a risolvere la disoccupazione giovanile in tutti gli stati membri non favorimenti per un paese e danneggiamenti per un altro. Ma ime, nessuno ci crede.

    i singoli paesi europei sono destinati alla distruzione.
    Ultima modifica di Tifo'o; 26-04-2016 alle 18:50
    "Abbiamo la coppia di giovani punte più giovane del mondo"
    "Non arriva nessuno se non parte nessuno"
    "Siamo la squadra che nel 2013 ha fatto più punti di tutti"
    "Negli ultimi 5 anni siamo sempre saliti sul podio"

  9. #28
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    Però già negli USA ci sono differenze abissali tra gli stati che tendono a fare quello che vogliono, figuriamoci in Europa...anche con il federalismo c'è la forza dei numeri e quindi non si andrebbe oltre al concetto di stati nazione ottocenteschi, bisognava pensarci prima di deporre di Asburgo!

  10. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Tifo'o Visualizza Messaggio
    Per me è vergognoso.. ancora con sti qua della estrema destra? Ma ci rendiamo conto che dopo 70 anni di tranquillità questi sono tornati fuori come talpe?

    Basta con sti populisti, che propongono le solite soluzioni dell'800. Parlano e parlano ma quando si tratta di andare a prendere il potere e decidere, non sanno che pesci pigliare. Non hanno soluzioni.

    Chiediamoci il perchè e diamoci delle risposte

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