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Risultati da 31 a 34 di 34

  1. #31
    Member L'avatar di gabuz
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    Aug 2012
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    Citazione Originariamente Scritto da O Animal Visualizza Messaggio
    Riconosco che il godimento della prestazione sia pluriennale, non sono altrettanto d’accordo sul fatto che il valore del bene stesso decada in forma secca semplicemente in base alla durata del contratto stipulato con il giocatore.

    Ti porto l’esempio di Redondo, il cui cartellino è stato perfettamente ammortizzato dal Milan in 4 anni di contratto. Come può un giocatore costato 35 miliardi di lire, che ha giocato 16 partite in 4 anni, non essere considerato una perdita per la società?



    Concludendo non era mia intenzione scatenare una discussione fiscale sulle minusvalenze, volevo solamente riportare i 10 maggiori investimenti che a distanza di qualche anno si sono rivelati disastrosi. Alcuni dei 10 sicuramente sono stati meno disastrosi di altri, ma quasi sempre il saldo è da ritenersi ampiamente negativo, indipendentemente dalle annualità di ammortamento.

    La prossima volta provvederò a riportare i valori al netto degli ammortamenti.
    Premetto che quello che scriverò non è correttissimo, ma è per dare un'idea, visto che non voglio tenere una lezione. Anche perché non sarei la persona più adatta visto che mi occupo della gestione del personale, però qualcosina in materia ne mastico.
    C'è differenza tra profitto contabile e profitto economico.
    Mescoli l'aspetto contabile, economico e sportivo quando invece vanno distinti.
    Nell'esempio di Redondo contabilmente il giocatore è stato perfettamente ammortizzato, è ovvio che, nel suo caso, non si ha avuto il ritorno sportivo ed economico (sponsor, merchandising ecc...) sperato.

    Se si volesse essere pignoli nel post che hai scritto tu mancano i costi degli ingaggi (di certo rilevanti e con alta incidenza, soprattutto nell'esempio di Kakà), ma anche i ricavi che il mondo che gira attorno ai giocatori genera.
    Perché solo negli ultimi anni si parla di gestione dei diritti d'immagine? Prima non era così in voga. Ora i calciatori accettano anche ingaggi più bassi pur di poter gestire la maggioranza, se non la totalità, dei loro diritti d'immagine perché, spesso, gli generano più reddito.
    Come detto, una volta non era così consueto. Porto un altro esempio al riguardo, il passaggio di Ronaldo dal Barcellona all'Inter: pur pagandolo uno sproposito so per certissimo che grazie agli sponsor, alle partnership, al merchandising, alle pubblicità ecc... per l'Inter il costo di Ronaldo si è ripagato da solo.

    Quindi non tutti i casi che hai citato ad esempio, in realtà, sono stati realmente "una perdita" per le squadre di appartenenza.

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  3. #32
    Senior Member L'avatar di runner
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    ma si infatti il tema plus e minus va valutato in termini di bilancio sicuramente....

    anche l' acquisto di Honda per esempio sappiamo che porterà introiti per il Milan paralleli al suo arrivo, quindi è sempre tutto relativo!!

    come dicevo anche prima dipende sempre a che livello parliamo e in che caso specifico....
    l' ammortamento spesso viene visto dalle società sportive come un qualcosa in più, un macchinario e un calciatore non sono ovviamente la stessa cosa infatti dovremmo parlare del prezzo del cartellino che viene portato in ammortamento e non lo stipendio del calciatore è visto al contrario come qualsiasi stipendio di qualsiasi altra azienda.....

    poi è chiaro che se uno lo compri a 5 mln e lo rivendi a 20 l' anno dopo perchè si è rivelato un fenomeno e lo vuoi cedere possiamo parlare di una plus significativa da un punto di vista anche economico!!

  4. #33
    O Animal L'avatar di O Animal
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    Ormai devo prendere ferie per leggere questo post…

    Citazione Originariamente Scritto da Morto che parla Visualizza Messaggio
    Se preferisci qualcosa di più "aderente" nel tempo, al reale valore del giocatore, è sufficiente utilizzare i principi contabili internazionali rispetto ai nazionali. La differenza sta nel cosiddetto impairment test dello IAS 36. A fine anno viene fatta una valutazione del "valore equo" del bene, e in base a quella si rivaluta/svaluta. Il problema per come lo concepisci tu però non si risolve mai, perché, a quel punto, come decidi quale sia il "valore equo"?
    Secondariamente, nessun sistema borderline è previsto dal FPF. E' una norma fatta bene, proprio perché legata al fair value dei principi contabili internazionali. La mossa del PSG è fuori legge, tanto per dirne una. Senza se e senza ma. Se c'è una cosa che NON si può fare, è taroccare i bilanci, col FPF.
    Sicuramente l’impairment migliora la situazione, ma hai anche ragione sul fatto che sia molto complesso determinare un valore equo. Personalmente mi piacerebbe che si trovasse questo valore usando meglio le statistiche (in America e negli altri sport sul tema sono 1000 anni davanti al calcio) perciò utilizzando il data mining per determinare il valore (magari anche con uno scarto del 20%).

    Il FPF migliora sicuramente le cose ma nel contempo cambia completamente le leggi del calcio. I club che hanno potuto fare porcherie fino a qualche anno fa (vedi tutti i top club europei) hanno potuto accrescere la loro immagine e i loro fatturati ed oggi possono giustificare acquisti da 100 milioni di Euro. Al contrario una qualsiasi società sportiva, pur avendo un bilancio esemplare, non può raccogliere i capitali che le potrebbero permettere di acquisire quel dato giocatore da 100 milioni che le farebbe accrescere l'immagine, il fatturato e potenzialmente anche competere con i top club.
    In definitiva mi sembra solamente un sistema per tutelare i top team europei in classico stile oligarchico.

    Citazione Originariamente Scritto da gabuz Visualizza Messaggio
    Premetto che quello che scriverò non è correttissimo, ma è per dare un'idea, visto che non voglio tenere una lezione. Anche perché non sarei la persona più adatta visto che mi occupo della gestione del personale, però qualcosina in materia ne mastico.
    C'è differenza tra profitto contabile e profitto economico.
    Mescoli l'aspetto contabile, economico e sportivo quando invece vanno distinti.
    Nell'esempio di Redondo contabilmente il giocatore è stato perfettamente ammortizzato, è ovvio che, nel suo caso, non si ha avuto il ritorno sportivo ed economico (sponsor, merchandising ecc...) sperato.
    Se si volesse essere pignoli nel post che hai scritto tu mancano i costi degli ingaggi (di certo rilevanti e con alta incidenza, soprattutto nell'esempio di Kakà), ma anche i ricavi che il mondo che gira attorno ai giocatori genera.
    Perché solo negli ultimi anni si parla di gestione dei diritti d'immagine? Prima non era così in voga. Ora i calciatori accettano anche ingaggi più bassi pur di poter gestire la maggioranza, se non la totalità, dei loro diritti d'immagine perché, spesso, gli generano più reddito.
    Come detto, una volta non era così consueto. Porto un altro esempio al riguardo, il passaggio di Ronaldo dal Barcellona all'Inter: pur pagandolo uno sproposito so per certissimo che grazie agli sponsor, alle partnership, al merchandising, alle pubblicità ecc... per l'Inter il costo di Ronaldo si è ripagato da solo.

    Quindi non tutti i casi che hai citato ad esempio, in realtà, sono stati realmente "una perdita" per le squadre di appartenenza.
    Hai perfettamente colto il punto, non ho mai voluto intendere con il temine "Minusvalenza" la minusvalenza contabile (su questa mi sono incaponito parlando solamente dei limiti della normativa di cui sopra).

    A mia difesa sul doppio uso del temine prendo in prestito questa definizione: Pur essendo il temine minusvalenza di natura esclusivamente contabile in alcuni casi lo si può usare anche per indicare l’ammontare economico negativo risultante dalla vendita di un’attività ad un prezzo inferiore a quella d’acquisito (Fonte: Cassa di risparmio di San Miniato e Wikipedia )

    Sicuramente Kakà da un punto di vista economico non è stato una perdita totale per il Real Madrid. Fino al 2011, quando è esploso Neymar, in Brasile le pubblicità erano solo di Ricardinho. Però in termini assoluti per il Real Madrid è stato sicuramente una perdita di immagine (così come Redondo per il Milan) pagare a quelle cifre il cartellino e lo stipendio di un giocatore che non gioca mai. Sicuramente avrà fatto sospettare che nel club vi fosse qualcuno che remava contro o che ne capisce poco di calcio.

    Allo stesso tempo un caso Kakà deve aver comportato qualche problemino economico con il resto della rosa: non credo che C. Ronaldo sia stato molto felice di guadagnare come lui, e non credo che sia stato facile discutere i contratti e i rinnovi dei giocatori che sono venuti dopo di lui, come avrebbero mai potuto accettare che un panchinaro prendesse molto più di loro...

    Sicuramente il flop è stato in termini di calcio giocato...

    Sono sicuro che per ogni giocatore del mondo potremmo perderci ore a discutere dei valori tecnici e dei valori di mercato, però l'unica certezza che abbiamo è la differenza di costo del trasferimento riportata in prima pagina (per alcuni giustificata, per altri molto meno).

  5. #34
    Alla minus/plusvalenza va associato il rendimento del giocatore. Così come per l'acquisto di un macchinario, il suo costo viene ammortato nel tempo, ma se non lo usi mai come fai a chiamarlo ammortamento? E' solo uno spreco... I 29 gol di Kakà al Real son costati 4,3 milioni l'uno

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