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Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1

    Il primo Re (La storia di Romolo e Remo)

    Ho scoperto per caso questo film che è uscito da poco, devo ancora vederlo, ma dal trailer pare molto bello. Qualcuno lo conosce? E' addirittura una produzione italiana, incredibile come sia passato sotto traccia.
    Ho letto che i dialoghi sono in latino, forse è per questo che non se lo inculerà nessuno, ma a me la cosa interessa ancora di più.

    Trailer al secondo post

  2. #2

  3. #3
    Da amante pazzo di storia, sono andato a vederlo subito e posso dire che è ben girato e ben recitato, L’uso del protolatino ti fa immergere nella storia lo rende reale. Per il resto è molto pesante e noioso e travisa la leggenda completamente. Ad un certo punto sembra di assistere ad una storia tribale maori...

  4. #4
    Junior Member L'avatar di ThaiBoxer93
    Data Registrazione
    Jun 2017
    Località
    Milano
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    627
    Citazione Originariamente Scritto da Stanis La Rochelle Visualizza Messaggio
    Ho scoperto per caso questo film che è uscito da poco, devo ancora vederlo, ma dal trailer pare molto bello. Qualcuno lo conosce? E' addirittura una produzione italiana, incredibile come sia passato sotto traccia.
    Ho letto che i dialoghi sono in latino, forse è per questo che non se lo inculerà nessuno, ma a me la cosa interessa ancora di più.

    Trailer al secondo post
    Ho visto il film domenica scorsa e devo dire che, nel complesso, l'ho ritenuto soddisfacente. Il Lazio primitivo ha il suo fascino, specie se raffrontato coi fasti della Roma classica: il contrasto tra la povertà di Romolo (e Remo) e la magnificenza della corte imperiale che siamo abituati a vedere nelle varie produzioni cinematografiche è stridente. La scelta di ambientare un film in un'epoca scarsamente documentata dalle fonti letterarie (nel 386 a.C. il tempio di Giove Ottimo Massimo, in cui erano conservati gli archivi statali, subì ingenti danni in seguito alla presa di Brenno: questo per dire che anche i Romani d'età tardo-reppublicana e imperiale avevano difficoltà a ricostruire in modo esatto il loro passato; è sufficiente leggere gli Ab Urbe Condita Libri di Tito Livio per farsene un'idea) è senza dubbio coraggiosa: mi chiedo che influenza abbiano avuto i reperti archeologici sull'operato del regista ma non essendo questo il mio campo, non posso esprimermi con sicurezza (consiglierei al riguardo l'Archeologia Romana di Dionigi di Alicarnasso, retore greco vissuto ai tempi di Augusto).
    Quanto alla lingua usata, avrei qualche perplessità: la pronuncia biascicata ostruisce di fatto una completa comprensione dei (pochi) dialoghi presenti; alcune scelte non mi hanno convinto in pieno - vedi l'alternanza tra vocali scure e chiare, la pronuncia di V - mentre altre sono davvero azzeccate - vedi il rotacismo. Del resto il protolatino non è una lingua attestata ed è stata ricostruita dai semiologi della Sapienza a partire dall'indoeuropeo: a me è sembrato più latino arcaico che protolatino, integrato con alcune espressioni desunte dal latino classico.
    Senatus Populusque Quiritium Romanus

  5. #5
    Junior Member L'avatar di Davide L
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    May 2018
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    301
    Il film è stupendo, girato con quella maestria che manca in molte produzioni italiane. La scena dell'esondazione del Tevere è un qualcosa di magnifico, come la luce riflessa sugli specchi d'acqua del Lazio antico.
    La storia è una rivisitazione del mito di Romolo e Remo che elimina la componente mitologica e irreale della storia tramandata ricercando un racconto aderente alla realtà.
    La storia è ambientata nel fango e nel sangue, condita con scaramanzia e violenza.
    La lunghezza del film si sente, tuttavia il protolatino non appesantisce la visione, al contrario mi è sembrato accattivante.

  6. #6
    Senior Member L'avatar di willcoyote85
    Data Registrazione
    Oct 2018
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    7,266
    Citazione Originariamente Scritto da ThaiBoxer93 Visualizza Messaggio
    Ho visto il film domenica scorsa e devo dire che, nel complesso, l'ho ritenuto soddisfacente. Il Lazio primitivo ha il suo fascino, specie se raffrontato coi fasti della Roma classica: il contrasto tra la povertà di Romolo (e Remo) e la magnificenza della corte imperiale che siamo abituati a vedere nelle varie produzioni cinematografiche è stridente. La scelta di ambientare un film in un'epoca scarsamente documentata dalle fonti letterarie (nel 386 a.C. il tempio di Giove Ottimo Massimo, in cui erano conservati gli archivi statali, subì ingenti danni in seguito alla presa di Brenno: questo per dire che anche i Romani d'età tardo-reppublicana e imperiale avevano difficoltà a ricostruire in modo esatto il loro passato; è sufficiente leggere gli Ab Urbe Condita Libri di Tito Livio per farsene un'idea) è senza dubbio coraggiosa: mi chiedo che influenza abbiano avuto i reperti archeologici sull'operato del regista ma non essendo questo il mio campo, non posso esprimermi con sicurezza (consiglierei al riguardo l'Archeologia Romana di Dionigi di Alicarnasso, retore greco vissuto ai tempi di Augusto).
    Quanto alla lingua usata, avrei qualche perplessità: la pronuncia biascicata ostruisce di fatto una completa comprensione dei (pochi) dialoghi presenti; alcune scelte non mi hanno convinto in pieno - vedi l'alternanza tra vocali scure e chiare, la pronuncia di V - mentre altre sono davvero azzeccate - vedi il rotacismo. Del resto il protolatino non è una lingua attestata ed è stata ricostruita dai semiologi della Sapienza a partire dall'indoeuropeo: a me è sembrato più latino arcaico che protolatino, integrato con alcune espressioni desunte dal latino classico.
    d'accordissimo!!!

    o almeno credo... ma facciamo che lo sono, non mi sembrail caso di contraddirti
    #juveout

  7. #7
    Citazione Originariamente Scritto da Davide L Visualizza Messaggio
    Il film è stupendo, girato con quella maestria che manca in molte produzioni italiane. La scena dell'esondazione del Tevere è un qualcosa di magnifico, come la luce riflessa sugli specchi d'acqua del Lazio antico.
    La storia è una rivisitazione del mito di Romolo e Remo che elimina la componente mitologica e irreale della storia tramandata ricercando un racconto aderente alla realtà.
    La storia è ambientata nel fango e nel sangue, condita con scaramanzia e violenza.
    La lunghezza del film si sente, tuttavia il protolatino non appesantisce la visione, al contrario mi è sembrato accattivante.
    In alcuni punti è troppo pesante e noioso. Nel complesso non è male ma il problema è che hanno reinventato il mito

  8. #8
    Member
    Data Registrazione
    Sep 2012
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    4,201
    Ottimo. Dopo Mel Gibson nessuno faceva più film in latino al cinema.

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