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Risultati da 1 a 10 di 19

  1. #1
    Member L'avatar di The P
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    Aug 2012
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    Il Modello Manchestr United

    Appurata la veridicità della fonte Campopiano, vorrei riflettere su un punto che solo lui sta battendo (in maniera reiterata): il modello MU.


    Ho letto un articolo di Calcio & Finanza del mese scorso che ne parla. In che cosa consiste?

    A grandi linee si tratta di un modello di gestione sportiva ormai diffusissimo in america, ma non ancora in Europa, che tratta i club sportivi come fossero un azienda come le altre, atti quindi a ricavare profitti.

    Citando C&F si tratta di
    una logica molto simile al private equity, che cerca la valorizzazione dell’investimento (nella forma di dividendi e capital gain al momento della vendita del club, cosiddetta way-out) e, da un punto di vista sportivo, si accontenta anche del piazzamento pur di non compromettere l’equilibrio finanziario.
    Dall'arrivo di Glazer il Manchester ha aumentato i suoi ricavi da 137mln di dollari (2005) a 395 (nel 2015), tuttavia nei primi anni il club ha fatto molti sacrifici e campagne acquisti non eclatanti, riducendo sempre di più i debiti fino a estinguerli (parliamo di circa 800mln di debito).

    Come genera reveneu oggi il Manchester United?

    Esattamente su 3 pilastri in ordine di ricavi:

    1) Broadcasting (diritti televisivi, ma in generale di sfruttamento dell'immagine a scopo enterteinment)
    2) Merchandising
    3) Day Match (stadio)

    Dove?

    In tutto il mondo. Il MU ha iniziato a incrementare i ricavi in maniera rapida quando dalla quotazione alla Borsa londinese è passata a quella di New York e ha dato il via alla globalizzazione del brand.

    Cosa ne pensate? Qualcuno può aggiungere altri spunti?

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  3. #2
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    Beh peccato aver esonerato Fergutroll, altrimenti facevamo davvero il modello United
    Filippo Inzaghi (proveniente da 5 partite, di cui 4 perse e 1 vinta): "Ho rivisto lo spirito giusto: una l'abbiamo vinta, le altre... le abbiamo giocate bene."

  4. #3
    Member L'avatar di TheZio
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    Apr 2015
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    Citazione Originariamente Scritto da The P Visualizza Messaggio
    Appurata la veridicità della fonte Campopiano, vorrei riflettere su un punto che solo lui sta battendo (in maniera reiterata): il modello MU.


    Ho letto un articolo di Calcio & Finanza del mese scorso che ne parla. In che cosa consiste?

    A grandi linee si tratta di un modello di gestione sportiva ormai diffusissimo in america, ma non ancora in Europa, che tratta i club sportivi come fossero un azienda come le altre, atti quindi a ricavare profitti.

    Citando C&F si tratta di


    Dall'arrivo di Glazer il Manchester ha aumentato i suoi ricavi da 137mln di dollari (2005) a 395 (nel 2015), tuttavia nei primi anni il club ha fatto molti sacrifici e campagne acquisti non eclatanti, riducendo sempre di più i debiti fino a estinguerli (parliamo di circa 800mln di debito).

    Come genera reveneu oggi il Manchester United?

    Esattamente su 3 pilastri in ordine di ricavi:

    1) Broadcasting (diritti televisivi, ma in generale di sfruttamento dell'immagine a scopo enterteinment)
    2) Merchandising
    3) Day Match (stadio)

    Dove?

    In tutto il mondo. Il MU ha iniziato a incrementare i ricavi in maniera rapida quando dalla quotazione alla Borsa londinese è passata a quella di New York e ha dato il via alla globalizzazione del brand.

    Cosa ne pensate? Qualcuno può aggiungere altri spunti?
    Da quello che riporti lo United aveva 800 mln di debiti, mentre noi, a rigor di logica, ne dovremmo avere 0 dato che dovrebbero essere saldati con l acquisto..
    Ma sarebbe meglio che si esponessero i guru della finanza del forum

  5. #4
    Senior Member L'avatar di Clarenzio
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    Jul 2015
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    Se non ricordo male nel 2006 il nostro fatturato era superiore a quello del Manch (2° solo al Real)
    Ottima gestione Galliani!

    P.S: Quando ha venduto C. Ronaldo si parlava di quasi 1 milardo di debiti

  6. #5
    Membro e rettile
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    Il modello MU nel Milan attuale è inapplicabile, almeno nel breve-medio periodo, per una serie di ragioni:

    1) I diritti tv in Inghilterra hanno avuto un boom che in Italia non si è visto, o meglio si è verificato nei primi anni del 2000 per poi stabilizzarsi e smettere di crescere, anche per colpa di una governance di Lega assolutamente incapace e di una legge folle varata dal governo. In Italia cresce solo chi ha un accesso costante ai diritti UEFA.

    Da questo punto di vista si può sperare che l'arrivo di Vivendi possa rendere il mercato pay in Italia meno asfittico e più libero.

    2) Il merchandising, almeno in Italia, è stato frenato dalla crisi economica e dall'esistenza di troppi falsi. Però i dati mostrano che da questo punto di vista nel mondo il brand Milan continua a godere dei fasti passati.

    3) La costruzione dello stadio non è neanche in progetto. C'è l'idea di farlo, però finora non si è arrivati a nulla. Ovviamente se ci sarà la cessione questo obiettivo deve essere centrato quanto prima, altrimenti l'espansione dei ricavi non riuscirebbe a decollare.

    4) Hai dimenticato le mostruose sponsorship di cui gode il Manchester, mentre noi siamo fermi agli orrendi siparietti "neozelandesi" messi in piedi dalla Nivea. E sì che a suo tempo Berlusca di marketing "qualcosa" ci capiva.


    Occorre attendere e vedere che idea di business avranno gli eventuali nuovi acquirenti: in sé non è complicato fare come ha fatto il MU: avendo persone capaci e moderne sarebbe fattibile.

    Ad esempio in una società di calcio io potenzierei la divisione marketing: suddividendola anche in sotto aree che si occupino di diversi territori: farei un'area per l'Italia, una per l'Europa, una per il Far East ed una per le Americhe.

    In Italia una cosa che coloro che si occupano di calcio non hanno ancora capito è che oggi una società di football deve mettere al primo posto l'area Marketing che è quell'area, insieme allo stadio (che aiuta la "fidelizzazione" dei tifosi), che in un futuro molto prossimo ti permette di trainare i ricavi.

    Tuttavia gente come Galliani, Lotito, Zamparini, Ferrero, Preziosi ecc., che comandano il calcio in Italia, penso che difficilmente possano avere idee innovative in tal senso.
    Londra, 22 Maggio 1963 -------> Coppa Campioni
    Madrid, 28 Maggio 1969 -------> Coppa Campioni
    Barcellona, 24 Maggio 1989 ----> Coppa Campioni
    Vienna, 23 Maggio 1990 -------> Coppa Campioni
    Atene, 18 Maggio 1994 --------> Champions League
    Manchester, 28 Maggio 2003 ---> Champions League
    Atene, 23 Maggio 2007 --------> Champions League
    Dubai, 21 Aprile 2015 ---------> Prestigioso torneo Hamdan Bin Mohammed

  7. #6
    Moderatore L'avatar di mefisto94
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    Io spero proprio si vada in quella direzione. Magari non raggiungiamo quei picchi nei diritti tv ma magari si può compensare col merchandising in Oriente.

  8. #7
    Member L'avatar di The P
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    Citazione Originariamente Scritto da TheZio Visualizza Messaggio
    Da quello che riporti lo United aveva 800 mln di debiti, mentre noi, a rigor di logica, ne dovremmo avere 0 dato che dovrebbero essere saldati con l acquisto..
    Ma sarebbe meglio che si esponessero i guru della finanza del forum
    La cifra di vendita dovrebbe essere 500mln + debiti, per cui probabile. Poi chi può saperlo...

  9. #8
    Member L'avatar di The P
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    Citazione Originariamente Scritto da mandraghe Visualizza Messaggio
    Il modello MU nel Milan attuale è inapplicabile, almeno nel breve-medio periodo, per una serie di ragioni:

    1) I diritti tv in Inghilterra hanno avuto un boom che in Italia non si è visto, o meglio si è verificato nei primi anni del 2000 per poi stabilizzarsi e smettere di crescere, anche per colpa di una governance di Lega assolutamente incapace e di una legge folle varata dal governo. In Italia cresce solo chi ha un accesso costante ai diritti UEFA.

    Da questo punto di vista si può sperare che l'arrivo di Vivendi possa rendere il mercato pay in Italia meno asfittico e più libero.

    2) Il merchandising, almeno in Italia, è stato frenato dalla crisi economica e dall'esistenza di troppi falsi. Però i dati mostrano che da questo punto di vista nel mondo il brand Milan continua a godere dei fasti passati.

    3) La costruzione dello stadio non è neanche in progetto. C'è l'idea di farlo, però finora non si è arrivati a nulla. Ovviamente se ci sarà la cessione questo obiettivo deve essere centrato quanto prima, altrimenti l'espansione dei ricavi non riuscirebbe a decollare.

    4) Hai dimenticato le mostruose sponsorship di cui gode il Manchester, mentre noi siamo fermi agli orrendi siparietti "neozelandesi" messi in piedi dalla Nivea. E sì che a suo tempo Berlusca di marketing "qualcosa" ci capiva.


    Occorre attendere e vedere che idea di business avranno gli eventuali nuovi acquirenti: in sé non è complicato fare come ha fatto il MU: avendo persone capaci e moderne sarebbe fattibile.

    Ad esempio in una società di calcio io potenzierei la divisione marketing: suddividendola anche in sotto aree che si occupino di diversi territori: farei un'area per l'Italia, una per l'Europa, una per il Far East ed una per le Americhe.

    In Italia una cosa che coloro che si occupano di calcio non hanno ancora capito è che oggi una società di football deve mettere al primo posto l'area Marketing che è quell'area, insieme allo stadio (che aiuta la "fidelizzazione" dei tifosi), che in un futuro molto prossimo ti permette di trainare i ricavi.

    Tuttavia gente come Galliani, Lotito, Zamparini, Ferrero, Preziosi ecc., che comandano il calcio in Italia, penso che difficilmente possano avere idee innovative in tal senso.

    Sul punto 1 nulla da eccepire, ma oltre ai diritti inarrivabili, il MU ha creato un canale disponibile oggi in 78 paesi.

    Sul punto 4, le sponsorhip, o meglio le partnership, fanno parte del punto 2) che io ho chiamato merchandising, invece è "commercial" = partnership + merch.

    E su questo punto in Italia ci stiamo muovendo, fidati. Poi dipende dall'appeal delle squadre, che oggi è ai minimi storici.

  10. #9
    Senior Member L'avatar di MrPeppez
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    A me basterebbe avere da quest'anno trasparenza negli acquisti dei calciatori e nei loro stipendi.
    13/04/2017

    #viamontelladalmilan

  11. #10
    Senior Member L'avatar di Casnop
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    Citazione Originariamente Scritto da The P Visualizza Messaggio
    Appurata la veridicità della fonte Campopiano, vorrei riflettere su un punto che solo lui sta battendo (in maniera reiterata): il modello MU.


    Ho letto un articolo di Calcio & Finanza del mese scorso che ne parla. In che cosa consiste?

    A grandi linee si tratta di un modello di gestione sportiva ormai diffusissimo in america, ma non ancora in Europa, che tratta i club sportivi come fossero un azienda come le altre, atti quindi a ricavare profitti.

    Citando C&F si tratta di


    Dall'arrivo di Glazer il Manchester ha aumentato i suoi ricavi da 137mln di dollari (2005) a 395 (nel 2015), tuttavia nei primi anni il club ha fatto molti sacrifici e campagne acquisti non eclatanti, riducendo sempre di più i debiti fino a estinguerli (parliamo di circa 800mln di debito).

    Come genera reveneu oggi il Manchester United?

    Esattamente su 3 pilastri in ordine di ricavi:

    1) Broadcasting (diritti televisivi, ma in generale di sfruttamento dell'immagine a scopo enterteinment)
    2) Merchandising
    3) Day Match (stadio)

    Dove?

    In tutto il mondo. Il MU ha iniziato a incrementare i ricavi in maniera rapida quando dalla quotazione alla Borsa londinese è passata a quella di New York e ha dato il via alla globalizzazione del brand.

    Cosa ne pensate? Qualcuno può aggiungere altri spunti?
    Il compianto Malcolm Glazer una volta disse che si sarebbe sentito l'owner più felice e realizzato al mondo se, dopo una sconfitta nella FA Cup, ottenuta in finale al 120' per colpa di un sfortunata autorete, il titolo del club non avesse segnalato alcuna significativa variazione percentuale. Un modo estremo per significare l'obiettivo desiderabile dell'insensibilità della stabilità finanziaria del club alla variabilità ed imprevedibilità dei risultati sul campo. Una prospettiva grigia per lo sportivo più acceso, abituato a concepire la squadra come fine ultimo di ogni iniziativa economica del club, ma totalmente meritoria per chi invece intende il club di calcio come un'impresa di intrattenimento ove ogni elemento, dalla squadra all'ultima esclusiva televisiva, costituisca elemento di un cash flow che deve essere riutilizzato per altre iniziative che generino altro cash flow, e così via. Il ManUTD suscita meraviglia per questo: squadra mediocre negli ultimi anni, ma conti in ordine, fatturato in espansione, e budget di mercato sontuosi anche quando mancano i proventi della Champions League. In Inghilterra hanno spaccato l'atomo con i diritti televisivi, con un modello di generazione e riparto di ricavi che non ha eguali al mondo, e ciò premia un sistema nazionale più che il club. Ma a Manchester hanno lavorato sulla internazionalizzazione del marchio con tecniche manageriali che recano l'impronta americana dei suoi mentori, delocalizzando il concetto di appartenenza al club che ora ha tifoserie organizzate a Taiwan più grandi e complete che in Inghilterra, sul modello NBA. Sul piano strutturale, il tutto avviene con uno strumento flessibile come un hedge fund monoproprietario, non a progetto ma a stabilità patrimoniale a medio-lungo termine, ed una società intermedia che detiene il controllo del club con quotazione in Borsa, e che patrimonializza a pieno il flusso finanziario che viene da due lati, il fondo speculativo dio casa Glazer a una parte, il club dall'altra. Stazione di scambio di pacchetti azionari, per rastrellamento di fondi dal mercato borsistico, crowdfunding e quant'altro serva a finanziare il club a valle, che è comunque al riparo da rovesci finanziari. La notizia è che Galatioto starebbe pensando a questo modello per il "suo" Milan. Gli auguriamo il meglio, non senza tuttavia ricordare che il club di calcio non deve solo dare, ma talvolta anche ricevere dai suoi aventi causa.

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