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Risultati da 1 a 10 di 20

  1. #1
    Junior Member
    Data Registrazione
    Feb 2015
    Località
    torino
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    212

    I 3 giocatori più amati

    Ci sono giocatori che lasciano il segno, a volte non sono neanche i top player ma giocatori che per spirito di sacrificio, per attaccamento alla maglia o altro sono rimasti nel cuore. Chiederei di segnare solo quelli visti allo stadio o alla televisione ..... giusto per evitare di scrivere di campioni mai visti, ma per sentito dire

    Incomincio io
    Sono molto legato al toro di Mondonico, ci porto in finale uefa ma purtroppo era solo l'inizio del baratro, Borsano e i proprietari successivi ci portarono prima a smantellare la squadra, poi le giovanili, a radere al suolo il Filadelfia e infine al fallimento
    Di quella squadra potrei dire Scifo, Martin Vasquez ed altri ......
    Ma i miei tre preferiti sono:

    3° Posto Enrico Annoni alias Tarzan


    Il soprannome di Tarzan glielo cucirono addosso ai tempi del Torino (1990-1994) per quei capelli così, lunghi e disordinati ma anche per la sua forza fisica, per i tifosi granata ,sopratutto, è uno di quei calciatori a cui si rimane affezionati per grinta e il cuore che metteva in campo.
    Annoni era un difensore duro, roccioso, grande personalità e tutto cuore.

    2°Posto Roberto Policano alias Rambo



    Roberto Policano pur essendo un terzino sinistra aveva nel piede la dinamite infatti parlava con i gol, ma aveva un fisico possente e devastante ed era un terzino molto veloce bravo sia in fase di copertura ma ancora meglio in fase di spinta perchè arrivava con estrema facilità sia al cross che al tiro.
    Emiliano Mondonico vide in Roberto Policano una vera forza della natura e riuscì ad individuare in lui non più il ruolo di semplice terzino ma addirittura di centrocampista avanzato tant'è che a volte finiva col fare la punta.

    Detti due il terzo viene di conseguenza,
    1° Pasquale Bruno alias O' Animale



    "Io quando giocavo entravo sempre duro e non rinnego niente. Gli arbitri all’epoca si divertivano ad ammonirmi o cacciarmi fuori. La marcatura a uomo rendeva il calcio più sentimentale. Ora che non c’è più non abbiamo più un difensore degno di nota o quasi. Se guardo che in nazionale giocano Ogbonna e Bonucci mi viene da piangere."
    Pasquale Bruno, per tutti O’Animale, difensore che nessun attaccante che avesse un minimo a cuore la propria integrità fisica avrebbe mai voluto incontrare sul proprio cammino.
    Al Torino Bruno trova il suo habitat, è il gladiatore a lungo atteso. A Torino trova, o meglio ritrova, come compagno di squadra Annoni e fa la conoscenza di Rambo Policano. Insieme formano un trio dalla scarpata facile, che guai a tirar indietro la gamba. Piuttosto si fa un fallo inutile. Ammesso e non concesso ne esista uno. Qui, con la Maratona che intona a squarcia gola “Picchia per noi Pasquale Bruno”, la sua carriera prende definitivamente il volo. Quasi come gli avversari che incrociano il suo cammino.

    Ovviamente non posso non parlare del derby 1991
    I derby dell’anno precedente avevano visto un pareggio per 1-1 (il famoso derby della neve giocato di lunedi pomeriggio) e la vittoria del Toro per 2-1 (Policano e autorete di Fortunato, a quel tempo ancora in maglia gobba). La juve aveva quindi un po’ il dente avvelenato e voleva vincere per risarcire i propri tifosi anche della mediocre annata precedente finita col sesto posto e senza Europa dopo tantissimi anni.
    Fu subito chiaro che il Toro avrebbe sofferto. Scifo e Casagrande non erano facilmente sostituibili e le motivazioni bianconere erano probabilmente più forti. Mondonico affidò Schillaci ad Annoni, Baggio a Fusi e Casiraghi a Pasquale Bruno.
    La partenza a tutto gas della juve mise all’inizio in difficoltà il Toro. Se Fusi e Annoni riuscivano comunque ad arginare Baggio e Schillaci, Bruno faceva una fatica enorme a tenere un motivatissimo Casiraghi.
    Nel giro di 16 minuti, Casiraghi e Bruno se le diederono di santa ragione. Due falli importanti di Casiraghi sul granata e tre molto duri di Bruno sul bianconero. Ad essere ammonito dal direttore di gara livornese Ceccarini (mai fortunato nell’arbitrare il Toro) fu solo il granata, all’8’ di gioco per un fallo che c’era ma neanche fischiato, in quanto lo stesso arbitro diede la norma del vantaggio alla juve per poi, una volta terminata l’azione, tornare sui suoi passi e punire Bruno col cartellino giallo.
    16 minuti. Già. Tanto durò la partita di Pasquale Bruno. Il secondo giallo al granata arrivò per una presunta gomitata, mai chiarita da nessuna moviola, che Bruno appostato in barriera avrebbe assestato a Casiraghi che si gettò a terra rantolante come morso da una tarantola. Dei 5 falli menzionati prima, di sicuro questo era il più dubbio ma venne comunque sanzionato.
    La juve era già in vantaggio da 5 minuti. All’11’ proprio lo stesso Casiraghi di testa su un bel cross di Alessio (l’attuale vice-allenatore di Conte) aveva portato in vantaggio i bianconeri e probabilmente il focoso Bruno non aveva digerito lo smacco.
    Tornando alla seconda ammonizione e conseguente espulsione di Bruno, dagli spalti ci accorgemmo che il granata era rimasto incredulo alla decisione dell’arbitro, come a dire: “non ci hai ammonito quando ci siamo picchiati, ora che non l’ho neanche sfiorato mi butti fuori?” A seguire, Bruno, preso dal raptus dell’agonismo stracittadino, venne fermato a stento dai compagni mentre minacciosissimo inveiva contro Ceccarini. Portato a stento verso l’uscita dal campo, come un invasato, tornò sui suoi passi, rischiando di arrivare a contatto con l’arbitro. Lentini con tutta la sua forza lo spinse fuori. Tutto questo costò a Pasquale Bruno 8 giornate di squalifica.
    Ma non è finita qui. Passarono 5 minuti della ripresa e il Toro restò in 9. Policano, altro focoso cuore Toro, involandosi sulla fascia sinistra, subisce un fallo in scivolata ancora da Casiraghi. Ma invece di rantolare a terra come i bianconeri, il numero 3 granata si fa giustizia da solo e da terra sferra un calcio in testa a Casiraghi. Gesto che provocò un punto di sutura al bianconero con annesso sfregio da tacchetto e espulsione al granata pagato con ben 5 giornate di squalifica.
    (preso da faziosi)

    Tornando su Bruno o'animale chiudo con una sua frase

    “Quello che mi ha urtato di più dell’episodio è stato l’atteggiamento da fighetta isterica di Chiellini: uno col suo fisico non può fare scene così. Ha simulato varie volte, si è lamentato tutta la partita. Se fossi stato Suárez gli avrei dato un pugno in faccia, altro che morso.”

    In quella difesa avevamo anche Fusi e Cravero ....... che tempi

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  3. #2
    Junior Member
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    Feb 2015
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    212
    Aggiungo 2 foto

    La fighetta


    Policano su casiraghi

  4. #3
    Senior Member L'avatar di Jino
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    Io ho amato alla follia Roberto Baggio. Non solo per la classe in campo, ma proprio per la persona, idolo. Poi David Beckham, sempre visto come il bello, ma su un campo da calcio era tutt'altro che una donnicciola, randellava e quando l'aveva tra i piedi classe pura. Ed infine colui che mi ha fatto diventare milanista, il mitico Ruud Gullit e le sue treccine, forza della natura.

  5. #4
    Senior Member L'avatar di Fabry_cekko
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    Citazione Originariamente Scritto da miticotoro Visualizza Messaggio
    Ci sono giocatori che lasciano il segno, a volte non sono neanche i top player ma giocatori che per spirito di sacrificio, per attaccamento alla maglia o altro sono rimasti nel cuore. Chiederei di segnare solo quelli visti allo stadio o alla televisione ..... giusto per evitare di scrivere di campioni mai visti, ma per sentito dire

    Incomincio io
    Sono molto legato al toro di Mondonico, ci porto in finale uefa ma purtroppo era solo l'inizio del baratro, Borsano e i proprietari successivi ci portarono prima a smantellare la squadra, poi le giovanili, a radere al suolo il Filadelfia e infine al fallimento
    Di quella squadra potrei dire Scifo, Martin Vasquez ed altri ......
    Ma i miei tre preferiti sono:

    3° Posto Enrico Annoni alias Tarzan


    Il soprannome di Tarzan glielo cucirono addosso ai tempi del Torino (1990-1994) per quei capelli così, lunghi e disordinati ma anche per la sua forza fisica, per i tifosi granata ,sopratutto, è uno di quei calciatori a cui si rimane affezionati per grinta e il cuore che metteva in campo.
    Annoni era un difensore duro, roccioso, grande personalità e tutto cuore.

    2°Posto Roberto Policano alias Rambo



    Roberto Policano pur essendo un terzino sinistra aveva nel piede la dinamite infatti parlava con i gol, ma aveva un fisico possente e devastante ed era un terzino molto veloce bravo sia in fase di copertura ma ancora meglio in fase di spinta perchè arrivava con estrema facilità sia al cross che al tiro.
    Emiliano Mondonico vide in Roberto Policano una vera forza della natura e riuscì ad individuare in lui non più il ruolo di semplice terzino ma addirittura di centrocampista avanzato tant'è che a volte finiva col fare la punta.

    Detti due il terzo viene di conseguenza,
    1° Pasquale Bruno alias O' Animale



    "Io quando giocavo entravo sempre duro e non rinnego niente. Gli arbitri all’epoca si divertivano ad ammonirmi o cacciarmi fuori. La marcatura a uomo rendeva il calcio più sentimentale. Ora che non c’è più non abbiamo più un difensore degno di nota o quasi. Se guardo che in nazionale giocano Ogbonna e Bonucci mi viene da piangere."
    Pasquale Bruno, per tutti O’Animale, difensore che nessun attaccante che avesse un minimo a cuore la propria integrità fisica avrebbe mai voluto incontrare sul proprio cammino.
    Al Torino Bruno trova il suo habitat, è il gladiatore a lungo atteso. A Torino trova, o meglio ritrova, come compagno di squadra Annoni e fa la conoscenza di Rambo Policano. Insieme formano un trio dalla scarpata facile, che guai a tirar indietro la gamba. Piuttosto si fa un fallo inutile. Ammesso e non concesso ne esista uno. Qui, con la Maratona che intona a squarcia gola “Picchia per noi Pasquale Bruno”, la sua carriera prende definitivamente il volo. Quasi come gli avversari che incrociano il suo cammino.

    Ovviamente non posso non parlare del derby 1991
    I derby dell’anno precedente avevano visto un pareggio per 1-1 (il famoso derby della neve giocato di lunedi pomeriggio) e la vittoria del Toro per 2-1 (Policano e autorete di Fortunato, a quel tempo ancora in maglia gobba). La juve aveva quindi un po’ il dente avvelenato e voleva vincere per risarcire i propri tifosi anche della mediocre annata precedente finita col sesto posto e senza Europa dopo tantissimi anni.
    Fu subito chiaro che il Toro avrebbe sofferto. Scifo e Casagrande non erano facilmente sostituibili e le motivazioni bianconere erano probabilmente più forti. Mondonico affidò Schillaci ad Annoni, Baggio a Fusi e Casiraghi a Pasquale Bruno.
    La partenza a tutto gas della juve mise all’inizio in difficoltà il Toro. Se Fusi e Annoni riuscivano comunque ad arginare Baggio e Schillaci, Bruno faceva una fatica enorme a tenere un motivatissimo Casiraghi.
    Nel giro di 16 minuti, Casiraghi e Bruno se le diederono di santa ragione. Due falli importanti di Casiraghi sul granata e tre molto duri di Bruno sul bianconero. Ad essere ammonito dal direttore di gara livornese Ceccarini (mai fortunato nell’arbitrare il Toro) fu solo il granata, all’8’ di gioco per un fallo che c’era ma neanche fischiato, in quanto lo stesso arbitro diede la norma del vantaggio alla juve per poi, una volta terminata l’azione, tornare sui suoi passi e punire Bruno col cartellino giallo.
    16 minuti. Già. Tanto durò la partita di Pasquale Bruno. Il secondo giallo al granata arrivò per una presunta gomitata, mai chiarita da nessuna moviola, che Bruno appostato in barriera avrebbe assestato a Casiraghi che si gettò a terra rantolante come morso da una tarantola. Dei 5 falli menzionati prima, di sicuro questo era il più dubbio ma venne comunque sanzionato.
    La juve era già in vantaggio da 5 minuti. All’11’ proprio lo stesso Casiraghi di testa su un bel cross di Alessio (l’attuale vice-allenatore di Conte) aveva portato in vantaggio i bianconeri e probabilmente il focoso Bruno non aveva digerito lo smacco.
    Tornando alla seconda ammonizione e conseguente espulsione di Bruno, dagli spalti ci accorgemmo che il granata era rimasto incredulo alla decisione dell’arbitro, come a dire: “non ci hai ammonito quando ci siamo picchiati, ora che non l’ho neanche sfiorato mi butti fuori?” A seguire, Bruno, preso dal raptus dell’agonismo stracittadino, venne fermato a stento dai compagni mentre minacciosissimo inveiva contro Ceccarini. Portato a stento verso l’uscita dal campo, come un invasato, tornò sui suoi passi, rischiando di arrivare a contatto con l’arbitro. Lentini con tutta la sua forza lo spinse fuori. Tutto questo costò a Pasquale Bruno 8 giornate di squalifica.
    Ma non è finita qui. Passarono 5 minuti della ripresa e il Toro restò in 9. Policano, altro focoso cuore Toro, involandosi sulla fascia sinistra, subisce un fallo in scivolata ancora da Casiraghi. Ma invece di rantolare a terra come i bianconeri, il numero 3 granata si fa giustizia da solo e da terra sferra un calcio in testa a Casiraghi. Gesto che provocò un punto di sutura al bianconero con annesso sfregio da tacchetto e espulsione al granata pagato con ben 5 giornate di squalifica.
    (preso da faziosi)

    Tornando su Bruno o'animale chiudo con una sua frase

    “Quello che mi ha urtato di più dell’episodio è stato l’atteggiamento da fighetta isterica di Chiellini: uno col suo fisico non può fare scene così. Ha simulato varie volte, si è lamentato tutta la partita. Se fossi stato Suárez gli avrei dato un pugno in faccia, altro che morso.”

    In quella difesa avevamo anche Fusi e Cravero ....... che tempi
    Racconto fantastico! Grazie!

    Su Chiellini ha ragione.

  6. #5
    Junior Member
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    Feb 2015
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    torino
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    Citazione Originariamente Scritto da Fabry_cekko Visualizza Messaggio
    Racconto fantastico! Grazie!

    Su Chiellini ha ragione.
    Magari fosse mio, ho preso parti da vari siti e ho assemblato. Un po come fanno i giornalisti....

  7. #6
    Member L'avatar di Ma che ooh
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    Mica lo avevo vista questa discussione

  8. #7
    Senior Member L'avatar di The Ripper
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    Roberto Baggio
    Daniele Massaro
    Zvonimir Boban

  9. #8
    Member L'avatar di malos
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    Baresi, Maldini, Van Basten.

  10. #9
    Senior Member L'avatar di Djici
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    Mi dovete scusare ma non posso metterne 3 :

    Roberto Baggio - Franco Baresi - Paolo Maldini - Marco Van Basten

    La cosa incredibile con Roberto Baggio e che giocava con la maglia viola, bianconera, nerazzura,... e non cambiava nulla...
    Li altri avevano il vantaggio di giocare in rossonero.

  11. #10
    Junior Member
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    Feb 2015
    Località
    torino
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    212
    suvvia, ma almeno spendente due righe per spiegare come mai è nel vostro cuore
    Sono sicuro che se riflettete non sarà sempre un top player
    Noi granata siamo ancora un po troppo romantici, della squadra di annoni, policano e o'animale facevano parte giocatori come scifo e martin vazquez (che giocatore)..... ma noi ci innamoriamo anche di un difensore che da l'anima in campo
    Se Glik è il nostro capitano per acclamazione divina della tifoseria e poi dello spogliatoio è perchè ha due palloni d'acciaio grossi così sotto, lo vedi in allenamento e in partita che da tutto se stesso e che non tira mai indietro la gamba o si risparmia
    Un montolivo a Torino sarebbe fischiato già all'annuncio della squadra, di sicuro non potrebbe essere capitano
    Spero in un commento di un fratello romanista, una delle poche squadre che ha una tifoseria sanguigna come la nostra

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