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Risultati da 1 a 10 di 228

Discussione: Andriy Shevchenko

  1. #1
    Member L'avatar di hiei87
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    Aug 2012
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    Andriy Shevchenko

    Andriy Shevcheno
    Nazionalità: Ucraina
    Altezza: 183 cm
    Peso: 72 kg

    Nato a Dvirkivščyna, nei pressi di Kiev il 29 settembre 1976, Shevchenko approda giovanissimo, ad appena 10 anni, nel club più prestigioso del suo Paese, la Dinamo Kiev. Dopo essersi imposto nelle giovanili e nella squadra B, debutta nella prima divisione Ucraina nel novembre '94. I suoi primi anni da professionista sono di ambientamento. La Dinamo è la squadra regina nel proprio campionato, e Sheva riesce a ritagliarsi uno spazio e a contribuire con alcuni gol ai successi del club.
    Nella stagione 1997/'98 la Dinamo si presenta agguerrita più che mai alle porte della Champions League, mostrando all'Europa intera il proprio fiore all'occhiello: la giovane coppia di attaccanti formata da Andriy Shevchenko e Serhij Rebrov. Per Sheva è l'anno dell'esplosione.
    Nel novembre '97 gli ucraini fanno infatti visita ai quotatissimi spagnoli del Barcellona, nel monumentale Camp Nou. Quella sera il pubblico catalano, assieme all'Europa intera, assiste alla nascita di una stella. In 45 minuti Shevchenho ammutolisce lo stadio con una tripletta che passerà alla storia. Nella ripresa Rebrov suggella il trionfo ucraino con la rete del 4 a 0, ma le attenzioni di tutti si concentrano sul suo compagno di reparto.
    A fine stagione Sheva avrà realizzato 19 gol in 23 partite di campionato e 6 in 10 di Champions League. Tutti i grandi club hanno puntato gli occhi su di lui. La stagione successiva è quella della consacrazione. Il campione di Kiev segna infatti 33 reti stagionali, contribuendo al 5° successo consecutivo della sua squadra in campionato, e al raggiungimento della semifinale di Champions, persa contro il Bayern Monaco, competizione della quale risulta capocannoniere.
    Nel frattempo il Milan brucia la concorrenza, muovendosi con largo anticipo, e trovando l'accordo con la Dinamo per l'acquisto dell'attaccante per la somma di 25 milioni di dollari.
    Nell'estate del '99 Sheva fa quindi le valige e si trasferisce nel club campione d'Italia in carica, guidato da Mister Zaccheroni. L'avvio è di quelli col botto. L'ucraino segna al debutto in campionato contro il Lecce, e si ripete nella prima a San Siro contro il Perugia.
    Il 3 ottobre, per la 5° giornata di campionato, il Milan fa tappa all'Olimpico, dove lo attende una Lazio fortissima, guidata a centrocampo da un Veron in forma smaliante e in difesa dalla nuova stella della difesa italiana: Alessandro Nesta. I capitolini a fine stagione festeggeranno la vittoria dello scudetto, ma quella sera le cose non vanno secondo i loro piani. E' la serata di Shevchenko, che fa impazzire la difesa biancoceleste e sognare i tifosi rossoneri, con una tripletta da fantascienza. La sfida si concluderà con il pirotecnico punteggio di 4 a 4, ma poco conta. Sheva è la nuova sensazione del calcio italiano, e i supporter del Milan già lo adorano. Si sprecano i soprannomi per lui: il Bambi di Kiev, Flauto Magico, il Re Dell'Est, Vento di Passioni e chi più ne ha più ne metta. Sono nomignoli che lo accompagneranno per il resto della carriera.
    Le prime due stagioni di Sheva al Milan a livello personale sono trionfali. La squadra non brilla, ma l'ucraino si impone come uno degli attaccanti più forti al mondo, segnando 48 reti in due campionati, tra cui la doppietta nello storico derby vinto per 6 a 0 l'11 maggio del 2001.
    La terza stagione parte con i migliori auspici: è arrivato Terim in panchina, e sono arrivati soprattutto Filippo Inzaghi e Manuel Rui Costa. La squadra è una seria candidata per lo Scudetto. I risultati però deluderanno presto le attese. Terim non convince e viene esonerato a novembre per far posto a Carlo Ancelotti. Sheva parte bene, poi si fa male e al suo ritorno in campo vive il suo primo momento difficile a livello personale con i rossoneri. Sul finire del campionato la squadra riscatta comunque le difficoltà iniziali e riesce a conquistare un 4° posto utile per l'ingresso alla Champions League della stagione successiva.
    L'estate 2002 porta a Milanello campioni del calibro di Pirlo, Seedorf, Rivaldo e Nesta, e, forse per la prima volta dal suo arrivo in Italia, Sheva si ritrova a giocare in una squadra realmente competitiva su tutti i fronti.
    Nel preliminare di Champions contro lo Slovan Liberec l'ucraino però si infortuna, ed è costretto a saltare le prime partite di campionato e di Coppa, partite in cui il Milan vince e convince, con un nuovo modulo e un nuovo gioco, che fa da subito innamorare i tifosi. Al suo rientro in campo il "Re dell'Est" fa fatica, e, per gran parte della stagione, dà l'impressione di aver perso lo smalto dei tempi migliori.
    In primavera la squadra ha un calo e perde quota in campionato, riuscendo però a rimanere ancorata alla Champions, superando il rognoso ostacolo Ajax ai quarti di finale, grazie anche ad un gol di Shevchenko. Si arriva così all'attesissima semifinale, che vale una stagione. E' il derby della Scala.
    La partita è preceduta da settimane caratterizzate da grande tensione, con entrambe le panchine messe in discussione dalla stampa. All'andata non può che venirne fuori una brutta partita. Finisce 0 a 0 e tutto è rimandato alla gara di ritorno, nella quale il Milan avrà il vantaggio di potersi permettere 2 risultati su 3.
    E' qui che Shevchenko riscatta la sua stagione, lanciando il Milan verso la finale di Manchester, e punendo per l'ennesima volta i cugini, sua vittima preferita.
    La finale di Manchester pone di fronte le due più gloriose squadre italiane: il Milan e la Juventus, fresca vincitrice dello scudetto. La tensione è a livelli mai visti prima.
    Anche in questo caso non può che uscirne una brutta partita. Sheva dimostra da subito di essere il più in palla dei suoi, e va in gol dopo pochi minuti, ma l'arbitro annulla per fuorigioco di Rui Costa.
    Finisce 0 a 0. Si va ai rigori.
    La giostra dei rigori è un vero e proprio dramma calcistico. La tensione è testimoniata dai numerosi errori, interrotti dalla rete di Nesta, che porta il Milan in vantaggio e fornisce a Sheva il pallone decisivo.
    Sono momenti che resteranno a vita nella memoria di ogni tifoso milanista. Il tempo sembra fermarsi. Sheva ha lo sguardo deciso. Uno sguardo all'arbitro, subito seguito da uno sguardo a Buffon. I suoi occhi da cerbiatto sembrano quelli di chi è consapevole di star per entrare nella storia. Le inquadrature televisive ricamano immagini quasi cinematografiche, con degli intensi primi piani alla Sergio Leone dei duellanti. Sembra mancare soltanto la musica di Ennio Morricone ad immortalare al meglio l'epicità del momento, che pare fermarsi.
    L'atmosfera è rotta dal fischio dell'arbitro. Sheva inizia la sua rincorsa. Il pallone va da una parte, Buffon dall'altra. E' il delirio.
    Nell'immagine della corsa dell'ucraino verso Dida è rappresentata tutta la gioia del popolo milanista.
    Da quel momento Shevchenko torna anche a livello realizzativo la macchina inarrestabile dei primi anni. E il Milan si impone come squadra più forte d'Europa.
    Nella stagione 2003/'04 il Milan vince lo scudetto e Sheva la classifica dei cannonieri, mentre l'avventura in Champions si interrompe nella surreale serata di La Coruna.
    L'anno successivo il numero 7 rossonero viene premiato con il Pallone d'Oro, titolo quanto mai meritato.
    La stagione 2004/'05, che vede il Milan sulla carta più forte dell'era Ancelottiana, si conclude però nel peggiore dei modi, con la perdita del campionato a favore della Juventus (scudetto su cui poi si addenseranno le nubi di calciopoli), e la serata maledetta di Istanbul, nella quale Sheva si infrange contro l'arbitro, che gli annulla un gol regolare, e contro Dudek, che parà incredibilmente un suo tiro da distanza ravvicinata nei tempi supplementari, e intercetta il suo rigore nella lotteria finale. Sembra la fine del mondo per i tifosi milanisti, che vivono forse il peggiore incubo della loro storia.
    La storia di Shevchenko con il Milan però va avanti. Lo aspetta l'ennesima stagione ricca di gol, coronata dalla vittoria della classifica dei cannonieri in Champions League. A maggio arriva però, come un fulmine a ciel sereno, la mazzata più dura per i tifosi rossoneri: Sheva annuncia di voler lasciare Milano. Nel frattempo si è spostato con la modella Kristen Pazik, e ha avuto due figli. Figli che, dice Sheva, hanno bisogno di imparare l'inglese. A Londra. Al Chelsea.
    Per i tifosi increduli è un colpo troppo forte. E' un tradimento, è un abbandono, è la fine di un amore.
    Le immagini dell'ucraino che esulta per un gol con il Chelsea baciando la maglia dei blues sono come una pugnalata al cuore, tanto che la maggior parte dei supporters rossoneri, ferita nei sentimenti, decide di odiarlo.
    Ma l'amore tra Sheva e il Milan non è ancora finito. Al Chelsea l'ucraino fallisce miseramente, mentre il Diavolo ad Atene festeggia la vendetta contro il Liverpool.
    Dopo due stagioni incolori, nell'estate del 2008, arriva il momento del grande ritorno, della grande riconciliazione. Sheva è tornato a casa.
    Sul campo però il vecchio Re dell'Est è ormai soltanto un ricordo. L'ucraino colleziona poche presenze, e la miseria di 2 gol, nessuno dei quali in Serie A. E' comunque la stagione della riconciliazione con il popolo milanista, che torna ad acclamare il suo nome.
    A fine campionato il prestito di Sheva termina, e l'ormai ex fuoriclasse decide di tornare in patria a chiudere la carriera.
    Carriera che si concluderà dopo l'Europeo casalingo del 2012, nel quale, con un canto del cigno che sembra scritto in una favola, contrapposto al nuovo eroe milanista, Zlatan Ibrahimovic, Shevchenho sfodera una prestazione degna dei tempi migliori, segnando una doppietta e trascinando la sua nazionale alla vittoria. Inutile dire tra i due eroi per chi si era schierato il popolo rossonero.

    Attaccante completo, veloce, tecnico, forte nel gioco aereo, abile con entrambi i piedi, capace di giocare su tutto il fronte offensivo, e dotato di una personalità fuori dal comune, che gli permetteva di essere spesso decisivo nelle sfide più importanti, Shevchenko è stato uno dei più forti giocatori della sua generazione. I record individuali stanno a testimoniarlo: l'ucraino è infatti il terzo miglior marcatore di sempre nelle competizioni europee, il secondo giocatore con più presenza e quello con più marcature nella storia della sua nazionale, e il secondo miglior cannoniere di sempre con la maglia del Milan (127 reti in 226 partite).


    Palmares:
    5 Campionati Ucraini
    3 Coppe d'Ucraina
    1 Coppa Italia
    1 Campionato Italiano
    1 Supercoppa Italiana
    1 Champions League
    1 Supercoppa Europea
    1 Coppa d'Inghilterra
    1 Community Shield
    1 Supercoppa Ucraina
    3 Coppe dei Campioni della CSI




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  3. #2
    Tanta nostalgia per il re dell'est il giocatore che ho più amato nella storia del Milan

  4. #3
    Senior Member L'avatar di Hammer
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    Il mito.

  5. #4
    e io che già sognavo che superasse Nordhal. Indimenticabile!

  6. #5
    Senior Member L'avatar di Jino
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    Dietro solo a Van Basten... pensare che poteva diventare il miglior goleador della storia del Milan, peccato.

  7. #6
    Senior Member L'avatar di Splendidi Incisivi
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    Mi ha cresciuto, semplicemente. Dopo l'addio l'ho anche odiato, profondamente, tuttavia a distanza di anni è tornato a prevalere il sentimento di affetto. Grazie di tutto Andrij

  8. #7
    Senior Member L'avatar di Tifo'o
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    1 solo pallone d'oro , credo ne avrebbe meritati almeno uno in piu

  9. #8
    Trasferito L'avatar di prebozzio
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    Se avete amato Shevchenko aspettate il prossimo Natale

  10. #9
    Mitico Sheva, il mio attaccante preferito di sempre da quando seguo il Milan

  11. #10
    Junior Member L'avatar di Liuke
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    Di gran lunga il mo giocatore preferito...come te nessuno mai!
    Ho pianto ai suoi gol con l'ucraina agli ultimi europei. Unico.

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