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  1. #11
    Member L'avatar di gabuz
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    Aug 2012
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    Citazione Originariamente Scritto da tifoso evorutto Visualizza Messaggio
    Ricordo partite in coppa campioni con in campo Mannari e un altro centravanti delle giovanili di cui non ricordo il nome, gente che poi non ha avuto nemmeno una carriera professionistica, ma avevamo i fuoriclasse che facevano comunque funzionare il tutto.
    Si... ma la doppia alla Juve di Lupetto

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  3. #12
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    Stroppa nel Milan attuale sarebbe titolarissimo, così come Nava.

  4. #13
    Senior Member L'avatar di Casnop
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    Apr 2015
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    Citazione Originariamente Scritto da marionep Visualizza Messaggio
    Spiace essere pedante, ma Donadoni non giocò esterno, ma come vertice avanzato del 4-4-2. Carbone e Stroppa ai lati, Rijkaard davanti alla difesa. Il Milan di Sacchi l'ho visto e studiato maniacalmente, e Donadoni non giocò mai una sola partita da esterno in quei quattro anni. Nemmeno una.
    Ve ne fu solo una. Il 5 febbraio 1989, Sacchi schierò in campionato ad Ascoli quella che secondo alcuni avrebbe dovuto essere la formazione perfetta del Milan di allora: G. Galli in porta, difesa a 4 con Tassotti a destra, Baresi e Costacurta al centro, Maldini a sinistra, centrocampo a 4 con Donadoni a destra, Ancelotti e Rijkaard al centro ed Evani a sinistra, attacco con Van Basten e Gullit. Il Milan vinse 2-0 con doppietta del grande Marco. Sacchi in realtà non sviluppo' mai quella formazione, persuaso del fatto che Donadoni rendesse meglio al centro. In quella stagione, in particolare, parti' con la coppia centrale dello scudetto dell'anno prima, Ancelotti-Donadoni, mentre il neoacquisto Rijkaard giocò centrale difensivo accanto a Baresi a sostituire Filippo Galli, gravemente infortunato, salvo poi avanzare a centrocampo a causa della definitiva affermazione di Costacurta nel ruolo di centrale difensivo accanto a Baresi. Fu la svolta: Rijkaard e Donadoni divennero la coppia centrale di centrocampo, mentre Ancelotti retrocedette in panchina, salvo essere riutilizzato con esterno sinistro di centrocampo al posto dell'infortunato Evani in occasione di semifinale di ritorno e finale di Coppa dei Campioni. Gli esiti, devastanti, sono storia. Che tempi, quei tempi.

  5. #14
    Senior Member L'avatar di Super_Lollo
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    Aug 2012
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    Citazione Originariamente Scritto da Black Visualizza Messaggio
    che tempi, che squadra! Mi ricordo la levataccia sia contro i colombiani dell'anno prima, sia in questa partita. La coppa intercontinentale aveva un fascino che il mondiale per club non avrà mai!
    Fu una partita strepitosa del divino Van Basten, che non segnò ma propiziò gli altri gol.
    Chettelodicoaffare .... Lacrime al solo pensiero ... Io che mi svegliavo di notte per andare a vedere la partita con mio padre ... Il Milan invincibile , gli amici ...
    Gattuso : " il giorno che arrivò Kaka a Milanello ci guardammo tutti in faccia chiedendoci chi fosse quello sfigato con gli occhialini ,due ore dopo iniziammo la partitella. Primo pallone toccato da Kaka mi salta come nulla fosse arriva davanti a Nesta si sposta la palla e spara un missile all incrocio dei pali. Che ci crediate o meno in quel momento capii che avremmo rivinto la Champions guidati da quello sfigato con gli occhialini "

  6. #15
    marionep
    Ospite
    Citazione Originariamente Scritto da Casnop Visualizza Messaggio
    Ve ne fu solo una. Il 5 febbraio 1989, Sacchi schierò in campionato ad Ascoli quella che secondo alcuni avrebbe dovuto essere la formazione perfetta del Milan di allora: G. Galli in porta, difesa a 4 con Tassotti a destra, Baresi e Costacurta al centro, Maldini a sinistra, centrocampo a 4 con Donadoni a destra, Ancelotti e Rijkaard al centro ed Evani a sinistra, attacco con Van Basten e Gullit. Il Milan vinse 2-0 con doppietta del grande Marco. Sacchi in realtà non sviluppo' mai quella formazione, persuaso del fatto che Donadoni rendesse meglio al centro. In quella stagione, in particolare, parti' con la coppia centrale dello scudetto dell'anno prima, Ancelotti-Donadoni, mentre il neoacquisto Rijkaard giocò centrale difensivo accanto a Baresi a sostituire Filippo Galli, gravemente infortunato, salvo poi avanzare a centrocampo a causa della definitiva affermazione di Costacurta nel ruolo di centrale difensivo accanto a Baresi. Fu la svolta: Rijkaard e Donadoni divennero la coppia centrale di centrocampo, mentre Ancelotti retrocedette in panchina, salvo essere riutilizzato con esterno sinistro di centrocampo al posto dell'infortunato Evani in occasione di semifinale di ritorno e finale di Coppa dei Campioni. Gli esiti, devastanti, sono storia. Che tempi, quei tempi.
    Purtroppo Sacchi era ossessionato da concetti quali podismo, umiltè e generositè (nulla di male in essi, tranne quando li si predilige a talento puro e creatività). E' per questo che tra i titolari in quei quattro anni vi fu sempre uno tra Colombo, Fuser, Carbone, Gaudenzi o Salvatori, gente assolutamente non da Milan, figuriamoci da QUEL Milan (anche se Colombo inserito in quello spartito fece la sua onesta figura). Ed Evani titolare indiscusso dall'altra parte - ottimo giocatore, certo, ma si poteva fare meglio.
    Il risultato fu che, al di là della retorica di chi si vuole solo ricordare delle mazzolate al Napoli, al Real Madrid e alla Steaua (squadre aperte, che non si chiudevano e ti lasciavano spazio e campo), facevamo una fatica assurda a creare occasioni e realizzarle. 80% di possesso palla contro chiunque, e tre o quattro tiri nello specchio in 90 minuti. Quel Milan perse con Ascoli, Cremonese, Lazio, Cesena, Atalanta, Verona, pareggiò in casa con Pisa, Bologna.
    Sarebbe bastato spostare Gullit all'ala destra, piazzare Donadoni a sinistra, Rijkaard ed Ancelotti al centro, una seconda punta ad aiutare Van Basten, ed avresti probabilmente prodotto i numeri di Capello, che quelle mosse eseguì con intelligenza.
    La squadra di Capello è la più grande di tutti i tempi insieme al Barcellona di Guardiola, i numeri non mentono. Quella di Sacchi mi lascia ricordi meravigliosi, ma anche rimpianti per un potenziale palesemente sprecato a causa di una filosofia accecante e assurdamente maniacale.

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